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F1 | La critica di Domenicali ai circuiti storici: “Se pensano di avere il futuro garantito si sbagliano”

Domenicali traccia un calendario ideale per la F1, guarda al 2024 e mette in guardia i circuiti storici affinché non siano “arroganti”.

Il patron della F1 Stefano Domenicali spiega i progetti per il futuro del calendario senza trattenere critiche ai circuiti storici. Il manager ammonisce proprio questi ultimi, invitandoli ad evitare atteggiamenti “arroganti”.

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Fonte: motorsport.com

Le dichiarazioni dell’italiano sono riportate da MotorsportWeek.com. Il sito web diffonde le parole di Domenicali, rilasciate durante una riunione con gli investitori di Liberty Media.

Nella mente di Stefano Domenicali al momento un calendario di 24 appuntamenti è la soluzione migliore: “È piuttosto buono. Direi che 24 eventi sia il numero giusto, siamo soddisfatti anche della varietà di continenti che abbiamo oggi in calendario”. A mancare all’appello è solo il continente africano: “Non è un segreto, stiamo ancora valutando se ci sia un’opportunità di andare in Africa. È l’unico continente che ci manca.”

Il CEO della Formula 1 non trova inoltre problemi nel triplice appuntamento a stelle e strisce: Ogni gara, non solo in America, ha la propria personalità, la propria qualità e differenti fan. Non vedo rischio di cannibalizzazione. Ogni evento è diverso, non vedo problemi.”


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I problemi potrebbero d’altra parte insorgere per le tappe più tradizionali del calendario, talvolta in difficoltà economiche. Domenicali spiega: Quando i circuiti storici guardano solo alla propria storia c’è qualcosa che non va. È bello quando i circuiti storici invece hanno un buon fondamento su cui costruire un futuro diverso. Questo è il motivo per il quale ci stiamo concentrando a capire quale sia la visione di futuro con i gran premi tradizionali.

Domenicali ammonisce: “Essere arroganti e credere di avere il futuro garantito solo perché si è rimasti in calendario per 100 anni, ad essere onesti, non è abbastanza.”

“Credo sia il momento di capirlo. Non stiamo giocando a nessun gioco, siamo molto trasparenti con i circuiti storici: se vogliono essere in calendario devono fare le cose che crediamo giuste per loro e anche per noi come F1″, prosegue.

“È chiaro come negli ultimi anni la percezione di queste tappe storiche sia cambiata, hanno capito che il panorama è cambiato”, conclude il presidente del Circus.

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