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F1 | Max Verstappen, il pilota che tutti amano odiare

Max Verstappen è bianco o nero, lo si ama o lo si odia, aggressivo all’eccesso ma dominante come pochi: l’ultimo bandito della F1.

La memoria corta di chi fa di questo sport la propria ragion d’essere, alle volte, è sorprendente. È un continuo elevare al mito piloti, ingegneri, team principal, soltanto per scaraventarli all’inferno pochi istanti più tardi. E cosa importano le gesta del passato, tanto idolatrato ma puntualmente idealizzato, per non dire praticamente “inventato”? Nulla, perché la passione batte qualsivoglia razionalità.

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Max Verstappen, il campione trattato da bandito © Red Bull Content Pool

La montagna russa su cui si trova Max Verstappen ne è l’esempio perfetto. Arrivato nel Circus giovanissimo, vince da rookie in Spagna. È già un fenomeno. Anzi, una manciata di gare dopo non lo è più: è impulsivo, sbaglia, causa incidenti. Allora è un pericolo, va fermato. No, perché poi arriva il 2021, ed è la rivincita di chi ha talento da vendere ma una macchina (forse) inferiore. Max è il nuovo, controverso, eroe.

Poi, però, arriva il dominio. E allora non va più bene, perché adesso la macchina forte ce l’ha lui. Max Verstappen è di nuovo il cattivo. Il pilota scorretto, protetto dalla FIA, a cui tutto è permesso. Lo dicono i social, lo dicono gli opinionisti. L’impressione, come sempre, è che la sua personalità sia tremendamente polarizzante: lo si ama o lo si odia, spesso alternatamente, e quando lo si odia ci si accanisce.

Molto deriva da quella reputazione di cui parlavamo, quella che si è costruito agli inizi della sua carriera in Formula 1. Mad Max, Crashtappen, tutti nomignoli che il nativo di Hasselt si è guadagnato nei suoi primi, spericolati, anni.

Che sia aggressivo è innegabile, ne fa il suo stile di guida. Il duello austriaco con Norris ne è la prova lampante. Ma scatenare una “caccia alle streghe” e volerlo sacrificare sull’altare del fairplay sportivo è quantomai incomprensibile.


Leggi anche: Verstappen, in Austria non hai perso solo il rispetto di Norris


Al Red Bull Ring è andato in scena un duello duro, combattuto da entrambi i protagonisti, finito con un contatto di gara che purtroppo ha visto l’inglese uscirne sconfitto. La responsabilità pende chiaramente dalla parte di Max, è lui ad allargare la traiettoria. La “chiamata alle armi” per evitare un nuovo 2021, tuttavia, pare alquanto fuori luogo.

Basti pensare ai giri che hanno preceduto il fattaccio, quando Norris ha provato due attacchi che avevano ben poco di “pulito”. Manovre identiche a quelle che abbiamo visto fare a Verstappen in passato, o ad altri piloti in tempi più recenti (Sergio Perez a Miami, per fare un unico esempio).

La stessa manovra del pilota Red Bull che ha causato il contatto con Norris, l’ha fatta Charles Leclerc lo scorso anno proprio ai danni dell’olandese. In quel caso, però, Verstappen si allargò di più sul cordolo e superò il monegasco in uscita. Furbizia? Esperienza? Intelligenza tattica? Quale che sia la risposta, è difficile trovare polemiche sulla difesa dell’inglese in Spagna, attuata spingendo proprio Verstappen sull’erba.

La sensazione è che il pubblico, di qualunque grado, non apprezzi i domini. Era così con Schumacher, il tedesco che fece dell’aggressività (talvolta scorretta) il suo marchio di fabbrica. Fu così con Vettel, fu così con Hamilton ed ora è così con Verstappen. Si tifa per “il rivale”, quello che può battere il campione, il Davide contro il Golia. È questo che può far perdere l’obiettività nei giudizi.

Il motorsport è duro, fatto di duelli e sportellate, in cui il bad boy di turno ha spesso più chances del bravo ragazzo. Max Verstappen è l’incarnazione di questo concetto, forse un pilota di altri tempi, certamente unico nel suo genere, sull’attuale griglia di F1. A volte, innegabilmente, va oltre i limiti. Ma questi, come insegnano le leggende di questo sport meraviglioso, vanno oltrepassati per giungere per primi al traguardo.

De Gregori cantava del bandito e del campione. In Formula 1, forse, per diventare leggenda, bisogna essere entrambi.

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1 commento

Giuseppe 04/07/2024 at 09:30

Bellissimo post. Complimenti

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