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F1 | Palestina in ginocchio, Hamilton alza la voce: la netta posizione di Lewis

“Cessate il fuoco, ora”: Lewis Hamilton si esprime nuovamente sulla tragica situazione in Medio Oriente in solidarietà con la Palestina.

La posizione di Lewis Hamilton è chiara e l’inglese la ribadisce: sui social il prossimo pilota della Ferrari esprime la propria solidarietà con il martoriato popolo della Palestina.

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Foto: motorshow.com

La situazione in Medio Oriente preoccupa Lewis Hamilton che, sui propri profili social, evidenzia la tragedia in corso in Palestina chiedendo a gran voce il cessate il fuoco. Non è la prima volta che il britannico esprime solidarietà nei confronti del popolo palestinese, sotto costante attacco delle truppe di Israele. Dall’azione di Hamas del 7 ottobre scorso le milizie di Tel Aviv hanno intensificato la propria attività di guerra in Palestina ed a Gaza, dove sono morte oltre 31 mila persone in pochi mesi.

Quanto sta accadendo sulle sponde del Mediterraneo orientale non lascia indifferente il sette volte campione del mondo. Tramite i propri canali social, Lewis Hamilton ha voluto sottolineare la gravità della situazione. Come riportato dal post di “Save the Children” condiviso dall’inglese, la crisi umanitaria a Gaza è assai severa ed “1/3 dei bambini di Gaza è nella morsa di malnutrizione acuta”. Un altro articolo – pubblicato dal “The Guardian” e ricondiviso dal pilota – ricorda che 576 mila persone a Gaza, secondo l’ONU, sono sull’orlo della carestia.


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Per il mondo islamico è in corso il mese sacro del Ramadan ed il #44 lo ricorda. “Esprimo il mio affetto e supporto a tutte le persone in Palestina che stanno trascorrendo questo tempo santo affrontando pericolo, perdite e cuori spezzati”, esordisce nel proprio messaggio Hamilton.

Il prossimo pilota della Ferrari implora la fine delle ostilità, riservando un pensiero anche per gli ostaggi non ancora liberati. Il sentito pensiero prosegue: “In un mese sacro per tanti nella regione, dobbiamo continuare a chiedere il cessate il fuoco ed il ritorno degli ostaggi affinché le famiglie possano stare insieme, libere dalla costante minaccia di distruzione e violenza.”

Poi la conclusione, netta: “Cessate il fuoco, ora”.

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