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F1 | Un pezzo di storia cede ad un altro cittadino: le edizioni più memorabili del Gran Premio di Spagna a Barcellona

In favore dell’ennesimo circuito cittadino sembra ormai segnato il destino di un pezzo di storia del nostro sport: diamo uno sguardo alle edizioni più memorabili del Gran Premio di Spagna di F1 a Barcellona.

Dalla prima vittoria di Michael Schumacher con la Ferrari alla prima in assoluto di Max Verstappen, passando per lo storico successo di Pastor Maldonado e l’ultimo di Fernando Alonso con la Ferrari. Spesso criticato per alcune gare soporifere, il tracciato di Barcellona ha regalato nel corso della sua storia delle memorabili edizioni del Gran Premio di Spagna di F1.

Con l’ingresso in calendario del nuovo semicittadino di Madrid dal campionato 2026 e nonostante le dichiarazioni di Stefano Domenicali, in cui non chiude le porte ad un prosieguo della partnership con il Circuit de Catalunya, Barcellona sembrerebbe avere realisticamente i giorni contati. In attesa di avere novità sul futuro del tracciato catalano, ripercorriamo in ordine cronologico alcuni avvenimenti iconici che ci ha regalato e che oggi sono parte dei libri di storia del nostro sport.

“Il duello”: Senna vs Mansell nel primo Gran Premio di Spagna a Barcellona nel 1991

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Foto: F1.com

Corre l’anno 1991 e dopo cinque stagioni a Jerez il Gran Premio di Spagna si sposta a Barcellona sul Circuit de Catalunya. La prima edizione nella comunità catalana non delude e riserva agli appassionati un gran spettacolo, con una storica battaglia.

I protagonisti di questo iconico duello sono Nigel Mansell e Ayrton Senna. I due si ritrovano ancora in pista dopo altre tesissimi ruota a ruota, tra cui quello a Jerez nel 1986 in cui ebbe la meglio il brasiliano o quello all’Estoril nel 1989 in cui a spuntarla fu invece l’inglese.

Dopo essersi liberati della pressione di Schumacher, i due restrinsero la battaglia ad una faccenda tra loro. Mansell uscì dalla scia di Senna sul rettilineo principale e con una staccata rischiosa data la traiettoria umida se non bagnata concluse il sorpasso [potete rivedere la battaglia a questo link].

Il brasiliano riuscì a riconquistare la posizione ai box grazie all’ottimo lavoro dei meccanici McLaren con una sosta in contemporanea alla Williams. TuSeguici nel nostro nuovo canale Telegram interamente dedicato alla Formula E per non perderti nessuna news del campionato 100% elettrico!ttavia, a causa di un testacoda all’ultima curva, Senna fu presto fuori dai giochi per il podio. Mansell andò così a caccia del poleman e leader Gerhard Berger; con una mossa all’interno nella odierna curva 4, Mansell prese la testa della gara e andò a vincere. davanti a Prost e Patrese.

Schumacher 2° con la quinta marcia nel 1994

Portare a casa un piazzamento sul podio con le marce bloccate è evidentemente una caratteristica delle leggende della F1 del secolo scorso. Così come Ayrton Senna vinse in Brasile con il cambio bloccato in sesta marcia nel 1991, Michael Schumacher riuscì a terminare al secondo posto il suo GP di Spagna del 1994 con il cambio fermo in quinta marcia.

Nel corso della prima finestra di pit stop il cambio della sua Benetton aveva dato i primi segnali di cedimento, peggiorando progressivamente con il passare dei giri. Schumacher riuscì in qualche modo ad eseguire anche il secondo pit senza lasciar che la macchina stallasse. Fino a quel momento leader della gara, il Kaiser dovette arrendersi alla McLaren di Mika Hakkinen e alla Williams di Damon Hill.

Il finlandese fu poi tradito dall’affidabilità della sua vettura e consegnò così la vittoria all’inglese. Schumacher finì clamorosamente al secondo posto stupendo tutti; da annotare anche lo sguardo incredulo di Hill rivolto al pilota Benetton che raccontava la sua tormentata gara durante la conferenza stampa.

Capolavoro Schumi: la prima in Rosso nel 1996

Schumacher Ferrari Spagna 1996
Foto: Getty Images

Ancora un clamoroso capolavoro da parte di Michael Schumacher, questa volta con i colori di Maranello. In una gara che vide appena sei piloti giunti al traguardo (per giunta neanche tutti a pieni giri) il tedesco della Ferrari mise in mostra tutte le sue doti.

Le Williams dominarono le qualifiche, battendo Schumacher di oltre un secondo. Una delle variabili più temute, la pioggia, mescolò le carte in tavola. La partenza del ferrarista non fu delle migliori; scivolato al settimo posto, Schumacher approfittò degli errori di alcuni piloti davanti a sé per mettersi subito ai piedi del podio. La sua rincorsa verso la vetta fu incredibile: sorpassando nell’arco di tre giri Berger, Alesi e Villeneuve, al 12° passaggio Schumacher era già in vetta.

Nonostante dei problemi al motore nella fase finale della gara, Schumacher andò comodamente a prendersi la vittoria a suon di guadagni tra i due ed i tre secondi al giro sugli inseguitori. La pioggia battente mise in risalto ancora una volta le grandi capacità del sette volte campione del mondo, allora alla sua prima stagione con la Ferrari, conquistando la sua prima vittoria per il Cavallino.


Leggi anche: Amarcord | 2 giugno 1996: prima vittoria di Schumacher con la Ferrari


Hakkinen sfiora la quarta consecutiva: il ritiro all’ultimo giro nel 2001

Hakkinen Spagna 2001 McLaren ritiro
© xpb.cc

Con tre successi al Circuit de Catalunya, si può affermare che Mika Hakkinen fosse un esperto della pista di Barcellona. Le tre vittorie erano arrivate consecutivamente nel 1998, 1999 e 2000; mettere a segno anche la quarta sembrava difficile per Hakkinen, che nelle prime quattro gare del 2001 non aveva conquistato neppure un podio.

Durante quell’edizione del GP di Spagna, tuttavia, il finlandese si esaltò e spinse oltre i limiti la sua McLaren. Hakkinen approfittò dei pit stop per scavalcare Schumacher e salire in testa alla gara, costruendo un margine non da poco. Entrando nell’ultimo giro della gara Hakkinen era pronto a celebrare la sua prima vittoria dell’anno. Chi non era pronto era il suo motore Mercedes: con appena mezzo giro da concludere, il suo propulsore cedette e andò in fumo, abbandonando Hakkinen.

La vittoria andò così a Schumacher, sul podio con lui Juan Pablo Montoya al suo primo podio in assoluto in F1 e Jacques Villeneuve per il primo podio della BAR.

Exploit Williams: lo storico trionfo di Maldonado nel 2012

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Foto: PHOTO4

Una giornata storica per un team storico in un campionato storico: così si può racchiudere l’incredibile vittoria di Pastor Maldonado su Williams nel 2012. Il venezuelano ottenne il suo primo ed unico successo in F1, che coincide ad oggi con l’ultima vittoria della Williams in Formula 1. Un successo, quello per il team di Grove, che mancava dal 2004 e che fu raggiunto dal quinto vincitore diverso su cinque gare nella stagione 2012.

Il weekend idilliaco iniziò già dal sabato con la Pole conquistata per 17 millesimi su Fernando Alonso (da sottolineare la squalifica di Hamilton, altrimenti primo con mezzo secondo di vantaggio sui due). Alla partenza Alonso bruciò il venezuelano, che però anticipando la seconda sosta e complice un doppiaggio sfavorevole allo spagnolo riprese la testa della gara al giro 27. Nulla poté Alonso per contrastare Maldonado e la sua Williams, in stato di grazia (per non dire on fire, visto l’incendio che colpì il box dei vincitori dopo la gara) in quel 13 maggio 2012.

‘Magic’ davanti al suo pubblico: l’ultima (finora) di Alonso nel 2013

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La vittoria sfuggita nel 2012 davanti al suo pubblico fu un’occasione mancata, ma che si ripresentò. Dopo aver vinto con la Renault nel 2006, Alonso ottenne finalmente il trionfo a casa sua con la Ferrari nel 2013.

Alonso scattava dalla quinta casella, ma già dopo le prime tre curve era al terzo posto autore di un sorpasso indescrivibile ai danni di Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen. Classica trama del 2013, la Mercedes partita in Pole non riuscì a convertire il risultato in vittoria alla domenica. Con un’esecuzione perfetta sua e della Ferrari, Alonso portò a casa la sua 32a vittoria in carriera, 2a della stagione ed ultima per la Ferrari e della sua carriera. Fu l’inizio di un digiuno al quale pose fine soltanto Sebastian Vettel in Malesia nel 2015.

Terzo in quella gara fu Felipe Massa, al suo ultimo podio con la Ferrari, che per il successivo doppio podio dovette aspettare addirittura Singapore 2015 con Vettel primo e Raikkonen terzo.

Harakiri Mercedes: nel 2016 al Gran Premio di Spagna di F1 nasce la stella Verstappen

Verstappen F1 Spagna 2016 Red Bull Gran Premio Barcellona
Photo by Mark Thompson / Getty Images / Red Bull Content Pool

Chiudiamo questa carrellata di edizioni memorabili del Gran Premio di Spagna di F1 a Barcellona con l’annata 2016: la prima vittoria in carriera di Max Verstappen. Il suo successo rappresentò il primo per un pilota olandese e gli valse il record di vincitore più giovane nella storia della F1. All’epoca con il suo numero #33, Verstappen era alla prima gara in Red Bull dopo la promozione post Sochi.

Qualificatosi quarto alle spalle delle due Mercedes e del compagno di squadra Ricciardo, Verstappen approfittò del patatrac tra le due Frecce d’Argento al primo giro. Con Hamilton e Rosberg fuori dai giochi, l’olandese prese il comando della gara. Nel corso del giro 47 Kimi Raikkonen, primo inseguitore, arrivò entro il secondo e mise nel mirino la RB12. Il layout della pista con la chicane finale non favorì l’inseguimento del ferrarista, che rimase impotente per 20 giri negli scarichi di Verstappen.

Verstappen ottenne così la sua prima vittoria in Formula 1, rivendicando tutto il suo talento che si esalterà nel decennio successivo conquistando tre titoli consecutivi dal 2021 al 2023.

Edit foto copertina: F1inGenerale – Credits foto in senso orario Grand Prix Foto / Dominique Leroy, Getty Images, Getty Images

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