F1 | Oggi Michele Alboreto avrebbe compiuto 62 anni

Oggi Michele Alboreto avrebbe compiuto 62 anni. Riviviamo la sua carriera in Formula 1 fino alla sua morte nel 2001 in pista mentre testava l’auto che avrebbe guidato per la 24 Ore di Le Mans.

Alboreto: Formula Passion
Michele Alboreto ha sfiorato il titolo mondiale con la Ferrari nel 1985. Qui in azione a Monaco l’anno dopo. Foto: Formula Passion.

Alboreto era un ottimo pilota. La prova sono le belle parole espresse da Enzo Ferrari nel libro ‘Piloti, che gente…’: “E’ un giovane che guida tanto bene, con pochi errori. E’ veloce, di bello stile: doti che mi rammentano Wolfgang von Trips, al quale Alboreto somiglia anche nel tratto educato e serio. Ho sostenuto che è fra i sei migliori della Formula 1 e che con una macchina competitiva non sprecherà certamente l’occasione di diventare campione”. Purtroppo, Alboreto non vinse il Titolo.

Il suo cammino in Formula 1

I primi anni con Tyrrell

Nel 1981 arriva l’esordio per Alboreto nella massima categoria. La Tyrrell non è molto competitiva e l’italiano non riesce a conquistare punti: il miglior piazzamento è infatti un nono posto ottenuto durante il Gran Premio d’Olanda. Nel 1982 sale sul terzo gradino del podio nel Gran Premio di San Marino, dopo due quarti posti nei GP precedenti. Dopo qualche ritiro e qualche piazzamento a punti, Alboreto vinse l’ultimo appuntamento stagionale a Las Vegas.

Tyrrell 011
La Tyrrell 011 che portò alla vittoria Alboreto negli Stati Uniti. Quell’anno la Tyrrell annunciò la partnership con Benetton. Foto: RaceFans

L’anno seguente, Alboreto vinse negli Stati Uniti ma fu un episodio unico, a causa di un’auto poco affidabile e con motore aspirato. Il 1983 ha segnato l’ultimo anno di Alboreto con la Tyrrell: è arrivata la chiamata della Ferrari.




Il quinquennio con la Ferrari e il titolo sfiorato nell’85

Primo anno con la Rossa e, nonostante le grandi aspettative, la stagione fu tutto sommato deludente; l’ex italiano conquistò un’unica vittoria in Belgio. Altri piazzamenti a podio furono i secondi posti di Monza e al Nurburgring (GP d’Europa), oltre al terzo posto conquistato in Austria. La causa di questa stagione deludente sembrò essere principalmente dovuta all’affidabilità dell’auto – Alboreto soffriva spesso guasti alla sua vettura. Inoltre, anche le gomme Goodyear non erano abbastanza performanti tanto da poter essere costantemente competitivi.

Alboreto cavallino
Foto: panoramauto

Nel 1985 la Ferrari si impegnò a costruire un’auto migliore e già dai test si intendeva che a Maranello avevano centrato l’obiettivo, nonostante qualche problema nei circuiti sconnessi a causa del telaio rigido. Alboreto partì forte ottenendo 3 secondi posti in 4 gare. La prima vittoria arrivò a Montreal e dopo tre gare arrivò un altro successo in Germania. Alboreto lottò con Prost per vincere il Campionato ma a causa di 4 ritiri nelle ultime 4 gare, Alboreto non vide più la bandiera a scacchi, consegnando così il Titolo al francese. Alboreto comunque ottenne 2 vittorie, 4 secondi posti e 2 terzi, ottenendo anche una Pole nel primo appuntamento stagionale.

Il biennio 1986-87 non fu positivo. Nel 1986 l’auto soffriva di mancanza di aderenza e nemmeno nelle piste di motore la Ferrari riusciva ad essere competitiva. Da salvare solo un secondo posto in Austria. Addirittura, il milanese ruppe 4 motori a Spa il venerdì e sbottò con i tecnici del Cavallino. La stagione seguente, Alboreto ottenne un terzo posto a San Marino e a Monaco. Successivamente Alboreto non vide più la bandiera a scacchi per 8 gare di fila. Chiuse bene ad Adelaide arrivando secondo.

Foto: Formula Passion

Il 1988 fu l’ultimo anno di Michele Alboreto in Rosso; la sua avventura con il Cavallino non si concluse bene. Nonostante qualche podio, la Ferrari non garantiva un’auto competitiva e le prestazioni ne erano le conseguenze. Nonostante questo, Alboreto portò a casa due terzi posti e un secondo posto a Monza, approfittando del ritiro delle due McLaren. La Ferrari decise di non confermarlo per la stagione seguente, ma ad assicurargli un sedile ci pensò la Tyrrell, che nonostante avesse conquistato un terzo posto in Messico, lo appiedò a metà campionato. Si unì poi alla Larrousse, senza ottenere punti.

L’ultimo periodo in Formula 1

Alboreto a MonacoFonte: Wikipedia

Alboreto firmò con la Arrows per correre la stagione del 1990. Non ottenne punti, così come nell’annata seguente quando la Arrows aveva formato un accordo con Footwork. Nel 1992 le cose migliorano e Alboreto giunge in zona punti 4 volte, totalizzando 6 punti. Proprio in questa stagione, grazie all’affidabilità della propria monoposto, Alboreto divenne il pilota con più chilometri durante l’anno, totalizzandone 4481. Nel 1993 passa alla Scuderia Italia ma non ottenne punti. La stagione successiva, Scuderia Italia e Minardi si fondono, unendosi in un unico team. Alboreto giunse a punti in un’unica occasione, a Montecarlo, sesto. A dicembre annunciò il ritiro dalla Formula 1 per dedicarsi alle ruote coperte e per tentare di entrare in IndyCar.

Dopo la Formula 1 e la sua morte

L’incidente mortale di Alboreto. Foto: automoto.it

In DTM la sua avventura non andò bene e ottenne solo 4 punti nel 1995. Nel 1996 corre in IndyCar con il Team Scandia e ottiene 189 punti. Stesso anno e stesso team, Alboreto arriva secondo alla 12 Ore di Sebring. Nel triennio 1999-2001, arrivò terzo (1999), secondo (2000) e primo (2001). Invece, vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1997. Il 25 Aprile, mentre collaudava l’Audi R8 Sport al Lausitzring, in preparazione della 24 Ore di Le Mans, fu protagonista di un incidente violentissimo. Lo pneumatico sinistro si è forato in pieno rettilineo e il milanese morì sul colpo appena l’auto si schiantò.

 

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Emanuele Zullo

Sono un ragazzo di 14 anni e la mia passione per lo sport è immensa. Spero di coronare il mio sogno, diventare un giornalista sportivo.