Quando il carattere oscura il talento: la caduta di Dan Ticktum

Ci sono piloti che hanno fatto del loro carattere, in ogni sua sfaccettatura, vera e propria fonte di profitto e rilevanza nell’ambiente. Ci sono piloti che trasformano i loro modi bruschi o un’indole solitaria in un marchio di fabbrica. Poi invece ci sono i piloti come Dan Ticktum, che provano a battere questa strada e rimangono bruciati dalla loro stessa fiamma. Vediamo perché.

Dan Ticktum

 

Il “caso” Dan Ticktum

La notizia del weekend austriaco, per quanto subodorata da qualche giorno, è l’uscita ufficiale del pilota inglese Dan Ticktum dal Red Bull Junior Programme. A confermare l’indiscrezione è stato proprio Helmut Marko, ai microfoni del magazine Speedweek.com. Il giovane, classe 1999, è stato silurato dallo stesso Marko che gli aveva preannunciato una lunga carriera in Formula 1 e che su di lui aveva investito risorse (economiche) e tempo (quello passato a rimediare ai suoi disastri mediatici).

Ticktum era ed è ancora noto, nell’ambiente, come uno dei piloti meno sportivi al momento attivi. L’inglese fu addirittura squalificato per un anno dalle corse nel 2015, dove si giocava il titolo in Formula MSA con Lando Norris e dove aveva superato dieci macchine in regime di Safety Car per andare a speronare volontariamente il leader della gara Ricky Collard. Nonostante due vittorie più che meritate al GP di Macao, Ticktum era tornato agli “onori” della cronaca per aver accusato Prema di imbrogliare e Mick Schumacher di essere un raccomandato quando quest’ultimo lo ha battuto, nel 2018, per il titolo di Formula 3 Europea.

La parentesi asiatica

A questi eventi segue il trasferimento in Asia, dove un Marko già infastidito (ma che ha sempre avuto un debole per i cattivi ragazzi) fa di tutto per fargli guadagnare punti per la Superlicenza. Iscritto alla Asian Winter Series, il giovane inglese registra risultati modesti. Passato in Superformula, conquista punti in una sola occasione e pensa bene di dare la colpa alla vettura per una stagione a dir poco soporifera.

L’idea di chi vi scrive è che un certo tipo di attitudine, un certo tipo di carisma, sono denari che van spesi con dovuta proprietà. L’atteggiamento di Ticktum, comunque spiccatamente ed eccessivamente antisportivo, poteva essere forse minimamente accettabile solo se corroborato da un talento cristallino. Il Max Verstappen dei primi tempi certo non era da meno, ma aveva dimostrato di avere le carte in regola per soprassedere su certe sue uscite poco felici. Questa compensazione si è dimostrata inoperabile su Ticktum, che ha tirato la corda con Helmut Marko, uomo paziente sul carattere, molto meno sui risultati.

Il turnover Dan Ticktum

Sembra invece molto più interessante speculare sulle possibilità rimaste a Red Bull per rimpinguare il suo spoglio vivaio e per colmare il (grande, a livello di organigramma) vuoto lasciato da Ticktum. I primi segnali sembrano puntare in una direzione molto chiara: l’Ovest.

Patricio O’Ward, campione IndyLights e giovane promessa della IndyCar, volera questo weekend oltreoceano per il suo debutto come pilota ospite in F2. Il diciottenne, decisamente lontano dagli atteggiamenti che hanno caratterizzato la carriera di Ticktum, è già in forze presso l’Academy austriaca e pare aver puntato proprio al sedile lasciato vuoto da Ticktum in Giappone. Il ricambio, qui, non sarà generazionale: di certo, però, è una vera boccata d’aria fresca.

F1 | Gp Austria-Novità tecniche Red Bull e McLaren


 

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.