Formula 1 Paolo M Parola ai fans Rubrica Fellon
    Pubblicato il 3 Marzo, 2021 alle 13:15

Rubrica Fellon | Cambiare tutto per non cambiare niente.

Era il 1958 quando fu pubblicato il capolavoro di Giuseppe Tommasi di Lampedusa: Il Gattopardo. In questo vero e proprio monumento della letteratura italiana (premiato nel 1959 con lo Strega) c’è una bellissima frase: “Cambiare tutto per non cambiare niente” che  rispecchia alla perfezione il prossimo ciclo tecnico\sportivo della Formula 1. Dopo aver tentato di spegnere un po’ di Hype per la stagione 2021 tentiamo di spiegare i (non)cambiamenti per il nuovo ciclo.

Mercedes AMG F1 Twitter

Le nuove regole sono, a detta di coloro che le hanno redatte, tutte orientate allo spettacolo, alla sostenibilità economica ed ecologica. Tuttavia sarà davvero così? Mentre per quanto riguarda l’aspetto ecologico abbiamo già analizzato in un altro appuntamento della Rubrica Fellon quanta ipocrisia e poca coerenza ci sia dietro queste iniziative; passiamo all’aspetto tecnico legato a questa nuova rivoluzione che la F1 si appresta ad affrontare. Le nuove monoposto infatti saranno “a effetto suolo” una vera e propria riscoperta di un concetto già in voga negli anni passati, accompagnata però dalla tradizione innovativa delle Power Unit, motori complessi e ibridi capaci di scatenare una potenza devastante sulle monoposto.

Ma questo cambio di telaio e aerodinamica riuscirà a dare una svolta al campionato? Qui i pareri sono molto discordanti dunque l’unica cosa che potremmo fare è aspettare. C’è un però da tenere bene in mente che le power unit resteranno congelate fino al 2025 anno in cui è previsto un cambio anche in questo settore. Avremo dunque per tre anni 2022\3\4 gli stessi motori, motori che nella storia recente hanno dettato legge riguardo alle gerarchie in pista. Rubrica Fellon

La Mercedes dopo una brevissima parentesi in cui sosteneva di non essere la regina della motorizzazione è ritornata a indicare la direzione da seguire. La presentazione della W12 infatti ha metto ancora di più l’accento sul potere assunto dalla casa di Stoccarda: Allison infatti ha espressamente detto che le novità sono nascoste sotto il cofano. Siamo dunque davanti a innovazioni e soluzioni perfezionate ancora di più. Di conseguenza appare evidente come la squadra anglotedesca sia ancora una volta all’apice dello sviluppo e della progettazione di questi motori. Veniamo ora ad una piccola riflessione legata al mondo ibrido della F1.

Il podio del 2018. Foto: Sport Virgilio

Dal 2014 il dominio Mercedes è stato senza ombra di dubbio schiacciante e legato ad una supremazia.tecnologica legata all’ibrido che gli ha concesso di dettare legge sia a livello politico che a livello sportivo. Gli anni in cui la Mercedes è parsa in difficoltà son stati due: 2017 e 2018 dove, nel primo la Ferrari non disponeva di un propulsore inferiore e inaffidabile…risultato? Mercedes campione del mondo piloti e costruttori. Discorso diverso è il 2018 dove con una PU competitiva la scuderia di Maranello è riuscita a mettere in dubbio la supremazia targata argento, ma come? Con un ottimo progetto e un PU oltremodo competitiva. Non a caso questa stagione può essere considerata a onor del vero tra le più belle dell’era turboibrida.

Alla luce di questi fatti, ha dunque senso un cambio totale di filosofie,.metodi ed eventi al fine di attirare pubblico, team e sponsor quando però un fattore oltremodo determinante rimane invariato? Ha senso rivoluzionare le gare, le macchine e i format del weekend quando l’esito rimane uguale? Ha senso dunque, Cambiare tutto per non cambiare niente?

 

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Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.
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