Rubrica Fellon | Despoti illuminati e despoti opachi

La storia del mondo conosce tra le varie forme di governo, una che prevede il titolo di despota: essa prevede il potere concentrato in una sola figura (una sorta di monarca) che funge da guida riformatrice per il paese. Spesso alcuni giornalisti hanno accostato la figura del despota, intesa in senso negativo più come tiranno che come guida illuminata, a Maurizio Arrivabene. Il bresciano a inizio stagione oltre al mancato rinnovo del contratto si è trovato anche questo epiteto, che però il Fellon trova molto azzeccato nel senso opposto. fellon arrivabene binotto

Arrivabene e Binotto
Arrivabene e Binotto mentre chiacchierano nel box.

Il despota infatti viene subito ricollegato alla figura del Despota Illuminato, il nobile che durante l’età dei lumi basandosi su quelle che sono le vecchie concezioni.monarchiche, decide di riformare e di aiutare i cittadini. Durante il diciassettesimo e diciottesimo secolo infatti di despoti n’è piena.l’Europa, proprio per l’ottimo lavoro che svolsero e per l’impronta che diedero alla storia delle varie nazioni. Ecco a quest’ultima definizione vorrei collegare la figura di Arrivabene. fellon arrivabene binotto

L’ex direttore della scuderia Ferrari è stato capace di prendere una scuderia ormai nel baratro totale (2014) e di riportarla ad essere punto di riferimento per.tutto il Circus imponendo, insieme a quella che molti Ferraristi considerano la volontà divina (Marchionne) una nuova organizzazione e un nuovo metodo di lavoro. Ora, per quanto un povero fellone ne sappia, senza dubbio l’operato di Arrivabene è stato determinante per far rinascere l’amore nel rosso del cavallino. Ma nel 2018 si è diffusa la voce della sua figura troppo ingombrante, troppo potente all’interno della scuderia, il che ha portato alla sua esclusione dal team complice anche la dipartita di Marchionne. fellon arrivabene binotto

GP MALESIA F1/2015 – 29/03/2015
© FOTO STUDIO COLOMBO X FERRARI MEDIA (© COPYRIGHT FREE)

E chi è subentrato? Mattia Binotto, il direttore tecnico del 2018 che oltre il suo ruolo “storico” si è caricato sulle spalle anche quello di Team Principal. Siamo sicuri che l’ingegnere Italosvizzero sia così diverso dal suo predecessore? A quanto pare la politica ripresa da Binotto.è quella di Arrivabene, la gestione simile, il lavoro sembra essere svolto come negli anni passati… e allora cos’è cambiato?. Di sicuro la figura di Arrivabene non è più al muretto, ma con lui son andate via tutte le dichiarazioni da gran signore, sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta, è andato via anche il motto: “testa.bassa e lavorare” ed è scomparsa anche l’idea del politico nella scuderia, che appunto ora è unita a quella del tecnico. fellon arrivabene binotto

Cosa ha comportato questa “partenza”? Sicuramente un vuoto nel muretto, il vuoto di quella personalità forte, di quel padre di famiglia pronto a bacchettare i figli.quando si ritiravano a casa con un brutto voto ed arrivata la mentalità del figlio. La mentalità che dopo cinque doppiette Mercedes dichiara: “abbiamo avuto una forte lezione, ma il team è giovane”. Devo esservi sincero, erano più o meno gli stessi concetti che adoperavo quando ero costretto ad andare al “doposcuola” e non è mai stata una  mentalità vincete. Che il nuovo direttore voglia provare a imitare non riuscendoci quella che era una grandissima ed eminente personalità della scuderia… magari, più che un despota illuminato forse ora ci troviamo.difronte ad un despota (rosso) opaco. fellon arrivabene binotto

Tutti gli appuntamenti della Rubrica Fellon : https://f1ingenerale.com/category/rubrica-fellon/amp/

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Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.