Rubrica Fellon | F1: la categoria dalla lingua lunga

La F1 ha sempre avuto una componente speculativa, maliziosa e pettegola ma nell’ultimo periodo sembra che la competizione si sia spostata dalla pista ai media. Dalle dichiarazioni al veleno, alle avance fatte davanti ai giornalisti fino alle dirette accuse contro un rivale, le dichiarazioni dei vari protagonisti del Circus riempiono la pausa invernale. Ma fino a che punto è lecito parlare?

Horner, Marko e Abiteboul – Foto: Red Bull Content Pool

Wilde sentenziava:”A volte è meglio tacere ed apparire stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio” lo sanno bene Alonso e Ron Dennis. I due hanno sempre parlato troppo presto o ancora peggio: troppo. Dalle dichiarazioni sul binomio Honda\McLaren che avrebbe spezzato il dominio Mercedes, alla “facile” esperienza della vittoria della tripla corona. Ma non sono solo loro i chiacchieroni del Circus. Spesso a destare scalpore con le proprie parole sono i Bibbitari. Nel team svetta sopratutto il duo Marko, Verstappen che è di solito al centro delle notizie sia durante la pausa invernale sia durante i vari eventi: dalle più bizzarre quelle sul carburante al pompelmo, a quelle contro i rivali e contro la Pirelli (qui mi fermo altrimenti non basterebbe la pausa invernale per raccoglierle tutte.) Rubrica Fellon

Ferrari e Mercedes non sono da meno anche in questo ambito. La scuderia italiana poche volte ha risposto per le rime ai propri rivali, tuttavia in tempi recenti sia Camilleri che Binotto si son tolti qualche sassolino dalle scarpe. Il primo con un perifrasi ha escluso un passaggio di Verstappen in Ferrari, il secondo in maniera velata ha mostrato come i primi ad aver barato sono i dominatori.incontrastati del Circus da diversi anni. La stessa Mercedes non si tira indietro quando c’è da dar aria alla bocca. Vi ricordo infatti le dichiarazioni “leggermente” fuori luogo dopo la vittoria Ferrari in Gran Bretagna, dichiarazioni diffuse sia da parte del team che da parte del pilota di punta. Secondo il team pluricampione infatti la scuderia aveva trovato un “trucco” che però guarda caso non gli ha comunque fatto vincere un mondiale…

Le parole spesso riempiono spazi mediatici, sono funzionali ai media e agli stessi team per mettersi in risalto. Tuttavia bisognerebbe capire su cosa, quando e se si può parlare. Mi sembra oltretutto strano che in una categoria dove l’errore è sempre funzionale.al miglioramento e alla comprensione, l’ exemplum di Alonso e Dennis non abbia insegnato nulla…

 

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Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.