Rubrica Fellon | il paradosso del cambiamento

Abbiamo già parlato in un appuntamento precedente della Rubrica Fellon di quanto il motto “Cambiare tutto per non cambiare niente” sia oltremodo contraddittorio quando si parla di F1. Il circus si avvia ad affrontare un cambiamento epocale con la svolta dei regolamenti che entreranno in vigore a partire dal 2022, ma è un cambiamento di cui la F1 di adesso ha bisogno?

 

Turchia Istanbul meteo
Credits dal web

Da quando l’ibrido è entrato di prepotenza nella costruzione delle monoposto, la Formula 1 sembrava essersi appiattita e rassegnata dell’essere diventata una sorta di “Formula Noia” con un dominio difficilmente contrastato marchiato Mercedes. Tuttavia, a partire dal 2017 è sembrato cambiare qualcosa, con la Ferrari che per due anni ha cercato di contendere il mondiale (lottando comunque con armi impari) e la Red Bull la quale si presenta come la più accreditata per interrompere la sfilza di vittorie Mercedes. Dunque sul fronte di lotta mondiale dal 2014 ad oggi solo un anno, il 2021, sembra essere combattuto. Ma i restanti aspetti agonistici? beh per quelli basta considerare 2 dati: Pole position e vittorie targate argento. 92 sono le partenze dalla prima casella e 106 le vittorie. Numeri importanti considerando i Gran Premi corsi sono 153.

Davanti a questi numeri sembra ovvio e necessario intervenire a

l fine di cambiare qualcosa per la Formula 1. Ed ecco che arrivano Sprint Race e griglie invertite per attirare pubblico. Ma va sottolineato un piccolissimo fattore. negli ultimi due anni c’è stata qualche novità li davanti. Certo la lotta mondiale continua a rimanere argomento per Mercedes e Red Bull, ma almeno qualcosa è cambiato per le qualifiche e la gara. Nelle ultime due stagioni le Pole position e le vittorie non Mercedes e non Red Bull son state 4,.mentre negli anni passati escludendo la lotta a tre, le pole e le vittorie di un “non top team” erano più che un miraggio un’utopia. La competizione sembra essere più serrata e finalmente non c’è più bisogno di un megasuperarci colpo di scena per avere un vincitore diverso da Lewis Hamilton.

Sorge spontanea dunque la domanda: un cambiamento radicale era davvero necessario? una corsa alla rivoluzione era davvero ciò di cui la Formula 1 aveva bisogno? in un momento come questo in cui i valori in campo stanno subendo quantomeno uno scossone era davvero necessario decidere di ripartire da 0?

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Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.