Rubrica Fellon | Piloti con le ali

Si sa, il motorsport non è roba da deboli sotto tutti gli aspetti, le competizioni motoristiche richiedono una fortissima dose di coraggio e temerarietà. Ma cosa accade quando il coraggio incontra la realtà? In questi giorni ricorre l’anniversario di uno dei weekend di gara più tristi della F1 che vide un’icona della massima serie salutare i suoi tifosi. Ma nella storia non fu solo lui. Incidenti mortali F1

Incidenti mortali F1
Foto: unknown – Edit F1inGenerale.com

Sapete in quanti ora  non ci son più? sapete in quanti hanno iniziato il loro weekend in pista e non l’hanno concluso? Dai recenti Simoncelli, Jules Bianchi ai “vecchi” Ronnie Peterson, Bandini e molti altri. In modo molto approssimativo i piloti venuti a mancare  sono una quarantina per quanto riguarda la F1 e  un centinaio per quanto riguarda la Moto Gp. Non si può fare una stima precisa, servirebbero giorni per vedere in quanti son partiti da casa per un test, una gara e non son mai ritornati. Le competizioni motosportive son da sempre viste come un posto per folli. Questa idea infatti accende gli animi dei tifosi che vedono nei vari Hamilton, Vettel, Schumacher, Senna dei veri eroi divini capaci come fece Prometeo di aprire gli occhi e far capire che un limite umano c’è e si può percorrere in pieno.

Ma cosa accade se la fortuna per un attimo si distrae? accade che la tracotanza, la ὕβϱις, viene punita e non c’è più nulla che può impedirlo. Accade al Sic quando da bravo pilota dopo la caduta non lasciò la moto, perchè così si fa; accadde a Senna quando nell’andare sempre a tavoletta fu punito da una macchina e da un asfalto non perfetto, accade a Gilles Villeneuve quando in qualifica il suo stile aggressivo non lo volle ripagare di una pole ma di una vita. Ma non sono solo loro ad essere andati incontro alla fine sfrecciando. Piloti

Il motorsport non perdona, tanto meno gli errori aiutano. Cari lettori, quando vi trovate di fronte all’introduzione di infradito sulle monoposto o ancora meglio di vie di fuga sempre più ampie e sempre meno pericolose, non pensate a lamentarvi o a dire “una volta era diverso” pensate che una volta si moriva spesso, troppo spesso in pista. Voglio lasciarvi oggi con le prime due strofe di una poesia che sicuramente tutti conosciamo, e che oggi io vorrei dedicare a tutti coloro che sfrecciando sull’asfalto ci han fatto sognare e innamorare:

Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita
La terra al nunzio sta,

Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale
La sua cruenta polvere
A calpestar

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Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.