Rubrica Fellon | Red Bull e piloti: Odio et Amo

Abbiamo già parlato in una puntata precedente della rubrica del Bibitaro Austriaco ed oggi approfondiremo di un aspetto, a lungo punta di diamante dell’organizzazione del team, il rapporto della scuderia con i propri piloti.

Fonte: Red Bull

Il team con sede a Milton Keynes è stato il primo team di F1 ad avere un vero e proprio “vivaio” di giovani promesse, un po’ come le scuole calcio, dove i giovani tramite le “primavere” si preparano ad approdare in prima squadra. Il vivaio Red Bull vede la luce nel 2001 con il nome “Red Bull Junior Team”, creato e coordinato.dal superconsulente “dott. ing. gran. ladr. di gran. croc.” Helmut Marko che insieme a Cristian Horner aveva preso le redini dell’academy e della scuderia. Il progetto si è rivelato ultra vincente basti pensare che nella griglia di partenza 2019 ci saranno 7 piloti cresciuti a pane ed energy drink. Negli anni il programma giovani ha portato molti piloti a correre in F1 ora in una scuderia minore, ora in Toro Rosso ora in Red Bull. Solo per citare alcune vecchie glorie ci sono: Vergne, Buemi entrambi campioni del campionato completamente elettrico.

Fonte: Red Bull Junior team

Ma il rapporto in casa Red Bull con i piloti della scuderia principale non è mai stato troppo facile. Basti pensare ai tanti rifiuti delle seconde guide a farsi passare dai compagni, dal più recente Ricciardo, Verstappen al più vecchio Webber, Vettel. Ad essere sinceri, raramente ci sono ordini di scuderia… Infatti già alla partenza della stagione si sa su chi la squadra farà affidamento. Il tutto ovviamente alla luce del sole, senza nascondersi dietro un dito. Chi va in Red Bull sa qual’è il suo ruolo, lo sapeva Webber con Vettel, da subito pupillo del superconsulente e lo sapevano bene sia Ricciardo che Sainz; Helmut infatti non ha mai fatto scommesso su di loro che sono nati sfortunatamente, nell’era del grande Max. Vero è che anche Ricciardo è stato il cocco di Marko, quando nel 2014 ha battuto sonoramente nel confronto proprio Vettel.

La gestione della Red Bull ha sempre trattato malissimo i piloti che non gli erano più utili come Kvyat, Hartley. Proprio quest’ultimo recentemente ha denunciato il becero trattamento ricevuto dalla gestione del team. Ma il tempo sta cambiando e nel vivaio Red Bull i fiori pregiati iniziano a scarseggiare. Nel 2017 è stato ripescato proprio il neozelandese ed ora con il richiamo del russo Kvyat e l’ingaggio di Albon altra vecchia fiamma ne abbiamo la prova. Sicuramente il veto di girare nei test post stagionai con la Renault a Ricciardo non deve aver migliorato i rapporti tra il pilota e la sua ex mamma. Sainz si è dovuto ingegnare per trovare una propria sistemazione libera dal vincolo Red Bull. Vuoi vedere che, il programma giovani è arrivato agli sgoccioli?

Penultimo appuntamento con la Rubrica Fellon:

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Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.