Rubrica Fellon | Seconde punte: la tranquillità mette a rischio il risultato?

Il campionato di Formula 1 è considerato da 8 squadre su 10 un vero e proprio campionato di transizione, per questo alcune lo stanno affrontando come un mero passaggio verso la nuova F1 altri invece, come un laboratorio di sperimentazione per ciò che verrà. In questo contesto si inserisce un discorso che da anni tiene banco negli ambienti della massima categoria sulla scelta dei drivers: due piloti alla pari o delle gerarchie ben definite.

Rubrica Fellon
Foto: Getty Images

I campioni in carica dopo la rischiosa stagione 2016 hanno saggiamente deciso di non ostacolarsi da soli, da qui nacque la scommessa su Lewis Hamilton il quale non ha minimamente deluso le aspettative del team. Tuttavia, si è arrivati ad un momento di svolta questa stagione. La Mercedes non si sta dimostrando la squadra da battere, il team commette errori, la macchina è difficile da gestire e i diretti concorrenti sono molto agguerriti. In questo contesto si è avuta la “rivelazione” su Bottas. Rubrica Fellon

Quest’ultimo non riesce a stare al passo dei migliori. Davanti a questa realtà il team anglo-tedesco si trova a dover combattere contro una Red Bull con due piloti molto competitivi. La stagione di Valtteri infatti è fin poco deludente. Il finlandese non ha brillato mai durante questi primi appuntamenti. Discorso diverso in casa dei bibitari, i quali dopo diversi anni alla ricerca di una “seconda punta” hanno virato la loro filosofia tutta sull’attacco. L’ingaggio di Perez infatti oltre al tradimento della filosofia del team con i piloti, sta assicurando alla scuderia austriaca la possibilità di avere due piloti molto competitivi, senza errori e bisogno di aspettare tempi lunghissimi di adattamento che spesso neanche portavano a nulla. Rubrica Fellon

sainz leclerc
Credits Ferrari Facebook

Discorso diverso accade a centro gruppo, dove un ragionamento su un attacco vero e proprio è difficile da fare. Ma per una scuderia come Ferrari che di solito non è abituata a lottare per il terzo posto ma per le prime posizioni, una menzione è d’obbligo. In casa Ferrari è innegabile che negli ultimi anni sia cambiato qualcosa. Basti pensare che nel 2018 c’erano in macchina 5 titoli mondiali e che oggi ci sono 2 vittorie totali. Sicuramente il problema del dominio Mercedes ha influito dato che negli ultimi 7 campionati ci son stati solo due campioni del mondo. Tuttavia la direzione intrapresa dalla scuderia di Maranello pare aver abbandonato la tradizione. Rubrica Fellon

Già nel 2019 la scelta di Charles Leclerc fu eclatante, nessuno si aspettava un giovane alla sua seconda stagione in F1 approdare in Ferrari. Ancora di più questo cambio di direzione si è avvertito l’anno scorso,.in cui non si è puntato magari ad un Giovinazzi o.ad un ritorno di Raikkonenn per avere una seconda guida d’esperienza da affiancare a Charles. La scelta dello spagnolo dimostra quanto la scuderia italiana abbia inziato ad allontanarsi finalmente dalla tradizione che l’asserragliava. Così dunque si è avverato il passaggio ad un attacco a due punte anche in Ferrari dopo anni di prime e seconde guide.

Il dubbio finale dunque è lecito:.quando e come è conveniente correre con due piloti in grado di battagliare alla pari rispetto ad una battaglia “impari”?

Seguici anche sui social: TelegramInstagramFacebookTwitter

Tutti gli appuntamenti della Rubrica Fellon

 

Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.