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    Pubblicato il 30 Dicembre, 2020 alle 13:01

Rubrica Fellon | Un nuovo corso?

La Formula 1 nella stagione 2020 si è ritrovata, a dover affrontare gli effetti della pandemia legata al Covid-19 ottenendo ottimi risultati. A partire infatti dai nuovi regolamenti, alla nuova ridistribuzione dei profitti, alla sopravvivenza di quasi tutti i fornitori\team presenti in griglia. Quanto però questa F1 si può considerare davvero al passo con i tempi?

Bernie Ecclestone  nella sua lunga e rivoluzionaria gestione della F1 ha senza dubbio messo al passo coi tempi la massima serie automobilistica, che fino ad allora era ancora legata a vecchie dinamiche commerciali e sportive. L’idea di creare la FOPA (poi divenuta FOM).fu senza ombra di dubbio uno slancio incalcolabile verso la modernità e verso il successo della categoria a livello di pubblico. Sebbene Ecclestone fosse un avanguardista per il suo tempo, era ormai divenuto necessario un passaggio di consegne tra una vecchia F1 e una nuova F1, insomma alla categoria regina serviva un nuovo Bernie… ma si sa, gli uomini così son molto rari da trovare. Rubrica Fellon

Il passaggio di proprietà a beneficio del colosso americano Liberty Media è stato un punto di svolta. La macchina prodotta dagli americani è figlia del suo padrone.. dunque via di tentativi di format innovativi, via con le macchine più lente ma che rendono più spettacolari le gare, via con i 1000 appuntamenti in un anno. Modifiche e tentativi di modifiche non proprio legati all’idea che hanno i tifosi e gli addetti ai lavori della F1. Punti dolenti della gestione americana tuttavia rimangono è solo legati alla scelta dei circuiti e della trasmissione televisiva delle gare. Rubrica Fellon

Escludendo infatti i primi anni di vita della categoria, la F1 ha iniziato ad essere un “oggetto di vendita” vero e proprio: chi ha i soldi compra i GP. Ma grazie al Covid 19 ci si è accorti che la F1 quando non è venduta ai più ricchi ma si ferma in luoghi.“storici” (o quasi) sortisce un effetto totalmente diverso. Bisogna tuttavia mettere l’accento su un fattore molto importante:.anni fa Ecclestone si rese conto che F1 doveva iniziare a vendere i propri diritti,ale proprie trasmissioni alle tv offrendo così un servizio migliore e molto più raggiungibile per i tifosi. Doveva appunto mettersi al passo con i tempi… La F1 contemporanea dovrebbe fare lo stesso? Rubrica Fellon

La speranza è riposta tutta in Stefano Domenicali nuovo CEO della F1. Il manager italiano è di fatto chiamato a sollevare una categoria che autonoma rispetto al mondo. Nelle sue mani sono riposte le speranze per una F1 più moderna magari in diretta su piattaforme streaming come Amazon o come la stessa F1tv,.una F1 che non corre in 25 appuntamenti l’anno per attirare pubblico ma che ritorna ai 15.“classici”, magari non ad Abu Dhabi ma ad Imola o in Turchia o perchè no al Mugello. Domenicali si trova dunque a dover dare “un nuovo corso” alla F1, riuscirà a riproporre un modello rooseveltiano o la lascerà nella sua autarchia fascista?

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Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.
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