Rubrica Fellon | Una scuderia tutta per sé

Uno dei rumori che più assillano i tifosi della F1 in questo periodo di pausa forzata è senza dubbio, l’indiscrezione o per meglio dire l’utopia che vede Toto Wolff a capo della nascente Aston Martin F1. In un momento di elucubrazione tra libri e pensieri sulla F1 ho cercato d’immaginare cosa potrebbe servire al manager austriaco per imporsi senza la scuderia di Brackley. Come Virginia fece per le donne, proviamo ora a immaginare di cosa avrà bisogno Toto in questa nuova ipotetica avventura: Rubrica Fellon

Stroll e Wolff - Foto f1.com
Stroll e Wolff – Foto f1.com

Senza dubbio non devono mancare i soldi, la stessa Virginia li poneva al primo posto nella sua lista. Su questo non ci sono dubbi, la cordata guidata da Stroll è ben predisposta e disponibile a iniettare liquidità.ad libitum affinché le auto degli agenti speciali non splenderanno anche nella massima categoria. Non dovrebbero esserci problemi neanche con gli sponsor, infatti il progetto sembra essere molto valido ed il legame sempre più stretto con le frecce d’argento gioca un ruolo fondamentale per le quotazioni della scuderia. I soldi ci sono.

In un campionato così difficile e combattuto non possono mancare tecnici all’altezza. Qui la scuderia di Stroll è ben fornita, basti pensare agli ottimi risultati ottenuti come Force India quando i soldi a disposizione erano solo quelli del Monopoli. In 10 anni infatti 6 podi e 1 pole position possono essere risultati più che soddisfacenti dato lo scarsissimo budget che la scuderia aveva a disposizione. Da notare comunque che a guida delle monoposto c’erano piloti di tutto rispetto e sicuramente capaci di fare la differenza. Il reparto tecnico: bene ma non benissimo.

racing point 2020 foto
racingpointf1.com

Ultimo fatto sicuramente non trascurabile per una scuderia sono senza dubbio i piloti. Tasto dolente per la scuderia al giorno d’oggi. Se da un lato Sergio Perez ha rinnovato un contratto che lo lega ancora per molto tempo alla scuderia, il secondo sedile (quello del figliol prodigo) è un problema. I risultati di Lance non mancano certo, ma non sono abbastanza. Il giovane canadese ha dato mostra di sé in più occasioni ma per fare il grande salto non sono per nulla sufficienti. Piloti: male a tratti malissimo.

Sarà dunque tutta nelle mani di Toto la risalita della scuderia, ovviamente qualora le voci fossero confermate. Sicuramente il manager austriaco sa di avere le mani legate per un ruolo in FIA. In Mercedes l’aria si fa sempre si soffocante, tra minacce e nuovi progetti la scuderia guarda sempre altrove. Sarebbe un’ottima possibilità per Toto quella di un ruolo in Aston Martin… magari con qualche fedelissimo di Brackley e con un giovane pilota inglese…

 

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Paolo Mellone

Studente di lettere moderne appassionato di F1 ,dei grandi classici della letteratura e NERD incallito.