F1 | Saward difende Binotto: “Non sarà Toto Wolff, ma ha portato stabilità”

Nel suo blog, Joe Saward ha difeso Mattia Binotto nella vicenda che lo ha visto lasciare la Ferrari dopo 28 anni, attribuendogli il merito di aver portato stabilità in Ferrari dal 2019.

Saward difende Binotto dopo l'addio in Ferrari
Saward difende Binotto dopo l’addio in Ferrari © Sky Sports.

Dopo due anni estremamente complicati, la Ferrari sperava di competere per il titolo mondiale in questa stagione. Tutte le risorse si sono concentrate per sviluppare una macchina in grado di tornare a vincere, producendo come risultato la F1-75. Tuttavia, l’obiettivo si è rivelato troppo alto. Errori strategici e personali, tra l’altro, hanno costretto Ferrari ad alzare bandiera bianca subito dopo la pausa estiva, mettendo molta pressione su Binotto alla fine della stagione. Proprio quest’ultimo ha rassegnato ieri le dimissioni e lascerà la scuderia dopo 28 anni di onorato servizio. Nel suo blog, Joe Saward ha difeso Mattia Binotto, attribuendogli il merito di aver portato stabilità in Ferrari dal 2019.

Binotto ha portato stabilità e voglia di rischiare

“Binotto non sarà Toto Wolff, ma ha garantito alla Ferrari un’inversione di tendenza nelle prestazioni grazie alla sua stabilità. Ha portato una cultura in cui le persone sono disposte a rischiare e a proporre nuove idee”, si legge nel blog. Dopo una stagione deludente nel 2020, in cui la Ferrari si è piazzata a metà classifica, è riuscita a risalire la china nei due anni successivi. Saward, quindi, ritiene che Binotto abbia fatto un ottimo lavoro, ma pensa che la sua partenza possa anche aiutare la scuderia a progredire.


“Tuttavia, un grande fallimento può essere una buona fonte di motivazione. Alla fine, la partenza di Binotto può essere vista solo come il risultato del fatto che i vertici aziendali pensano di saperne di più. Binotto non se ne sarebbe andato se si fosse sentito protetto dall’alto. Evidentemente non è così”.


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Secondo Saward, Binotto non avrebbe mai voluto lasciare la Ferrari, se avesse continuato a ricevere la stima dall’alto. Pare proprio che la causa principale delle dimissioni del team principal sia dovuta alla mancanza di fiducia da parte del presidente John Elkann, dopo gli avvenimenti della stagione appena trascorsa. Tuttavia, l’addio di Binotto non rappresenta necessariamente un male per il cavallino per l’ingese, che spera di risorgere con una nuova guida manageriale.

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Tobia Elia

Classe 2000. Appassionatissimo di Formula 1 da sempre, aspiro a farne la mia professione. Studio International Communication in Olanda.