SBK | ESCLUSIVA, Sykes: “I mondiali andati in fumo mi tengono ancora sveglio la notte”

In occasione dell’EICMA 2019 abbiamo parlato con Tom Sykes: il campione del mondo 2013, al termine della sua prima stagione in BMW, ci ha raccontato le sensazioni sulla nuova moto, l’avventura di portare un giovanissimo team al top e tanto altro. sbk sykes

sbk sykes
foto: Corriere dello Sport
Tom, hai fatto una scelta importante quando hai deciso di lasciare la Kawasaki, che è stata una costante per un decennio nella tua carriera, e andare in BMW: adesso che la tua prima stagione con il nuovo team è finita, come descriveresti la transizione? Qual è il bilancio del 2019?

Sono molto orgoglioso di aver scelto di correre con la BMW; ero consapevole da subito di tutte le sfide implicate nell’essere in un rookie team, ma ho molta esperienza alle spalle e adoro le sfide. Una cosa che mi ha spinto verso questa decisione è stato sapere che sarei partito da zero, con un team senza passato in questo campionato. Anche l’intero processo di sviluppo della moto mi piaceva molto, nonostante siamo partiti tardi, a dicembre. Al netto di questi ritardi, la nostra prima stagione è andata oltre ogni aspettativa: abbiamo chiuso davanti a squadre che hanno decenni di esperienza e ottenuto podi e pole position. Personalmente durante questa stagione ho imparato molto e sto ancora raccogliendo tante informazioni che dovremo mettere in pratica quest’inverno; l’obiettivo è uscirne più forti l’anno prossimo. sbk sykes

Parlando del 2020, quali sono le speranze e le aspettative in ottica campionato? E dal punto di vista della relazione professionale tra te e Eugene [Laverty]?

Con Eugene ho già un gran rapporto, ci conosciamo da molto e abbiamo corso l’uno contro l’altro per tanti anni. In più abbiamo entrambi un bel bagaglio di esperienza, che spero potrà aiutare il team a crescere e a trovare le soluzioni migliori su questa BMW 2020. Parlando di aspettative, personalmente voglio vincere delle gare: questa è la ragione principale per cui sono entrato nell’intero progetto. Parlare di mondiale adesso probabilmente non è realistico, ma naturalmente è l’obiettivo a lungo termine; per il 2020 ho buone sensazioni, sento che la moto potrebbe essere una delle migliori sotto diversi punti di vista – meccanicamente parlando – ma per il momento sono informazioni e percezioni che dovremo tradurre in performance. Sono obiettivi che per essere raggiunti richiedono tempo – soprattutto l’essere in grado di lottare per il titolo – ma sono certo che continueremo a lavorare in questa direzione. Magari tra un paio d’anni ci vedrete davvero in testa. sbk sykes

Parlando di esperienza, come userai la tua per far crescere il team e sviluppare la 1000 RR?

Per il pilota il processo è sempre abbastanza semplice: io salgo, guido la moto e registro tutte le sensazioni; naturalmente la parte più importante è capire quali sono le aree in cui non mi sento forte e trasmetterlo ai ragazzi. In passato ho sempre lavorato così e ho imparato quanto il resto del team sia fondamentale per tradurre ciò che io sento in migliorie o correzioni. Sono loro a dare le risposte quando io sento un particolare problema.

Se avessi la possibilità di rifare una tua gara del passato, quale sarebbe e perché?

Oh, cavolo [ride]. Devo dirne due: Aragon 2012 e Sepang 2014. In entrambi i casi avrei potuto vincere il mondiale e le dinamiche sono state molto simili. Ad Aragon sono stato buttato fuori da Ayrton Badovini al penultimo giro; con il senno di poi, mi sarei fatto da parte per farlo passare e avrei vinto il campionato. A Sepang, invece, sono finito a terra a causa di un incidente innescato dal mio compagno di squadra. Anche in quel caso, se le cose fossero andate diversamente e non mi fossi ritirato, avrei vinto un altro mondiale. Queste sono le gare che certe volte mi tengono ancora sveglio la notte: non c’è cosa più frustrante di dover pagare a tue spese un errore fatto da qualcun altro. Per me, se fai un errore tu è più facile da accettare rispetto a un errore che qualcun altro commette ma di cui tu paghi le conseguenze. sbk sykes

Seguici anche su Telegram!

ESCLUSIVA | Auto contro moto: perché le quattro ruote scarseggiano di talenti italiani? Lo abbiamo chiesto a un pilota

mm

Martina Andreetta

Studentessa di lingue e comunicazione con una grande passione per il motorsport. Un giorno sogno di far parte di questo mondo.