Shock in casa Renault – Nissan: arrestato il Presidente Carlos Ghosn

Il manager è stato preso in custodia dalle autorità mentre si trovava a Tokyo: a suo carico ci sono violazioni delle leggi finanziarie. Nel frattempo, il gruppo automobilistico prepara il suo licenziamento.

Il 64enne Carlos Ghosn ricopre ad oggi gli incarichi di Presidente di Nissan, Mitsubishi e Renault, in cui è anche Amministratore Delegato. Almeno fino ad oggi. Intorno al gruppo, inoltre, orbitano anche i marchi Dacia, Infiniti e DatSun.

Come un fulmine a ciel sereno, la notizia di questo pomeriggio sconvolge uno dei gruppi industriali più grandi al mondo. Secondo i magistrati giapponesi, Ghosn avrebbe illecitamente omesso svariati milioni di dollari dalle dichiarazioni che la legge giapponese prescrive a riguardo. In particolare, secondo Bloomberg, i suoi compensi negli ultimi 5 anni sono stati “sgonfiati” di ben 44 milioni in totale.

Ovviamente, secondo il principio di presunzione di innocenza, questo non vuol dire che il manager sarà certamente dichiarato colpevole. Queste accuse sono state oggi formalizzate a suo carico e la custodia preventiva è stata evidentemente disposta.

Chi invece non ha alcuna presunzione di innocenza è la sua “casa” Nissan, che già dagli scorsi mesi ha condotto delle indagini interne, per rilevare delle notevoli mancanze sia di Ghosn che il Direttore Greg Kelly. Per questa ragione, il CdA di Nissan era già in procinto di rimuovere i due dai rispettivi incarichi. Alla base di queste indagini interne ci sarebbero “numerosi atti di cattiva condotta dimostrati a carico di entrambi”, secondo l’AD di Nissan, Saikawa. “Troppo potere era concentrato in una sola persona, e la mancanza di trasparenza ha permesso che queste condotte non fossero state scoperte finora.

Il presidente Ghosn è stato l’uomo della svolta per le tre case automobilistiche. Dopo aver salvato Nissan da condizioni difficili, ha stretto un forte legame tra i marchi da lui dirette, permettendo al gruppo di competere con Volkswagen e Toyota. In particolare,;di recente gli investimenti si sono concentrati sulla transizione verso la mobilità elettrica, culminata con lo scambio Renault-Nissan in Formula E.

Nei suoi piani, il manager avrebbe lasciato la guida del gruppo nel 2022. È il terzo sconvolgimento in poco tempo sul panorama automobilistico mondiale, dopo il “diesel gate” di Volkswagen e la morte di Sergio Marchionne a capo di FCA.

Quali conseguenze?

Sul breve termine, già oggi, alla notizia del suo arresto, i titoli in borsa di Renault e Nissan sono crollati di cifre intorno alla decina di punti percentuali.

Sul medio-lungo termine, gli occhi degli appassionati di motorsport sono ora puntati sull’impegno agonistico di questi marchi di rilievo: degli sconvolgimenti potrebbero essere in arrivo. Tutto dipenderà dalle scelte del CdA di Nissan.

C’è da scommettere anche che delle ripercussioni ci saranno anche sulla questione Ricciardo-Albon. Renault-Nissan e Red Bull infatti, negli ultimi mesi erano in aperto contrasto. La casa austriaca non ha rilasciato a Daniel Ricciardo il permesso di partecipare ai test di fine stagione con la squadra francese. Dall’altra parte, Helmut Marko nelle ultime settimane sta cercando di sottrarre Alex Albon al team Nissan e.dams per collocarlo in Toro Rosso il prossimo anno.

Foto: ilsole24ore.com, danielricciardo, alex_albon

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Walter B.

Studente al quinto anno di Giurisprudenza comparata europea e transnazionale, attualmente in Francia. Tra mille cose sono appassionato di Formula 1, tifoso Ferrari e blogger di Formula E. Mi trovate anche su Instagram: @formulae.gene