Sicurezza stradale, le conseguenze giuridiche della guida in stato di ebbrezza

Mettersi alla guida dopo aver bevuto è un pericolo per se stessi e per gli altri: nel penultimo appuntamento sulla sicurezza stradale osserviamo le conseguenze giuridiche della guida in stato di ebbrezza.

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Alzare il gomito alle feste è qualcosa che talvolta può accadere. Fin dalla notte dei tempi, nella storia dell’uomo, l’alcol ha avuto una funzione di svago; ne troviamo testimonianza nei Vangeli quando Gesù trasforma l’acqua in vino durante le nozze di Cana, ne abbiamo ancora testimonianza nel poeta greco Alceo (VI sec. a.C.) che brinda per la morte del tiranno Mirsilo, così come nell’oraziano “nunc est bibendum”. sicurezza stradale guida ebbrezza 

E a rallegrarsi con il vino, ovviamente senza esagerare, non si commette reato, né si mette a rischio l’incolumità altrui. Tuttavia, con l’avvento dei mezzi a motore, a qualcuno può purtroppo venire la malsana idea di mettersi al volante dopo aver alzato il gomito.

Le motivazioni ascoltate possono essere delle più varie: “Ma sì, cosa vuoi mi possa succedere”, “Ma tanto casa è qui vicino” fino, addirittura, al “Con l’alcol sono quasi più concentrato”. Non c’è pensiero più sbagliato.

L’alcol è spietato ed altera le condizioni psicofisiche dell’individuo: rallenta i riflessi, riduce il campo visivo, l’attenzione, la reattività. Mettersi alla guida dopo aver assunto alcolici – anche in minime quantità – aumenta esponenzialmente il rischio di causare incidenti. Sedersi al volante un po’ “alticci” può distruggere vite. Può spazzare via l’esistenza, oltre a quella di colui che causa l’incidente e dell’eventuale morto, anche quella dei rispettivi familiari.

Gli incidenti causati dalla guida in stato di ebbrezza, in Europa, sono circa 10.000 ogni anno. Per fronteggiare e scoraggiare il compimento di tale azione, tutti i Paesi del mondo istituiscono leggi, spesso – giustamente – severe.

Le conseguenze giuridiche in Italia

In Italia la guida in stato di ebbrezza è una fattispecie prevista e sanzionata dal Codice della Strada nell’articolo 186. Si tratta di un reato contravvenzionale che ha rilevanza penale con tasso alcolemico sopra i 0,8g/l di sangue.

La normativa italiana attuale stabilisce a 0,5g/l la soglia legale di tasso di alcolemia. In caso di superamento di tale limite, le sanzioni sono importanti. Oltre al decurtamento di 10 punti sulla patente si prevedono, per guida con tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8g/l, un’ammenda da 500 a 2000 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Oltre i 0,8g/l la questione diventa penale: fino a 1,5 grammi di alcol ogni litro di sangue la legge prevede un’ammenda da 800 a 3200 euro, la sospensione della patente da 6 a 12 mesi e l’arresto fino a 6 mesi. Superando gli 1,5g/l, le sanzioni – ça va sans dire – si inaspriscono e prevedono l’ammenda da 1500 a 6000 euro, l’arresto da 6 mesi ad un anno, la sospensione della patente da 12 a 24 mesi, il sequestro preventivo del veicolo e la confisca dello stesso (salvo che appartenga ad una persona estranea al reato). sicurezza stradale guida ebbrezza

Conseguenze in caso di incidente

E tutto ciò senza aver commesso incidente alcuno, perché se si diventa protagonisti di un sinistro (cosa purtroppo più che possibile in stato di ebbrezza) è previsto il raddoppio delle sanzioni previste dagli articoli 186 comma 2 e 186 bis comma 3 del Codice della Strada. In aggiunta, qualora il conducente del mezzo causi un incidente alla guida sopra la soglia di 1,5g/l o sotto l’effetto di stupefacenti, sarà disposta la revoca della patente.

È inoltre bene ricordare che i limiti per i neopatentati sono più stringenti. La tolleranza è pari a zero per chi ha meno di 21 anni e per chi ha ottenuto la patente da meno di 3 anni: per loro le sanzioni vanno dai 163 euro di sanzione pecuniaria (più 10 punti decurtati dalla patente) fino, nei casi più gravi, al carcere sino a 18 mesi e 9.000 euro di sanzione pecuniaria. sicurezza stradale guida ebbrezza

Il reato di lesioni ed omicidio stradale

Tutti questi provvedimenti, già di per sé gravi, intendono implicitamente l’assenza di gravi menomazioni o decessi. Nel caso in cui le menomazioni riportate dal danneggiato mettano a repentaglio la sua vita, gli procurino inabilità superiore ai 40 giorni o provochino la morte, ecco che scatta il reato di lesioni ed omicidio stradale.

Provocare lesioni gravi ad un individuo costa – secondo l’articolo 590 bis del Codice penale – la reclusione fino ad un anno (cinque anni in caso di tasso >1,5g/l). Gli anni diventano tre (sette con tasso >1,5g/l) in caso di lesioni gravissime.

E se l’incidente provoca la morte di una persona? In questo caso il conducente del veicolo responsabile sarebbe punito, trovato con tasso alcolemico superiore agli 1,5g/l, con il carcere da 8 a 12 anni, oltre che il tormento provocato dal rimorso. Gli anni diventano da 5 a 10 con tasso tra 0,8 e 1,5g/l.

In questi casi sanzioni pecuniarie o risarcimenti potrebbero davvero essere un problema secondario per colui che commette il reato. Basta una serata brava per rovinare la vita a tante persone, riflettiamo prima di compiere le nostre azioni! sicurezza stradale guida ebbrezza

 

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Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.