Sicurezza stradale, un tema mai abbastanza discusso: uno sguardo ai dati sugli incidenti 2019 e 2020

Nel primo degli appuntamenti sulla sicurezza stradale osserveremo i dati sugli incidenti delle nostre strade nel 2020 e nel 2019, ultimo anno “normale”.

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La sicurezza stradale è ormai da diversi anni al centro dell’attenzione per quanto riguarda l’evoluzione dei dispositivi in campo automobilistico e le campagne di sensibilizzazione dedicate da ACI ed altri enti in scuole ed università. Il nostro sito raccoglie un grande numero di appassionati di motorsport, in tutte le proprie sfaccettature. Pensiamo sia dunque importante provare ad indirizzare l’attenzione dei nostri lettori su questo tema assai delicato che riguarda tutti, da colui che ha appena ottenuto al foglio rosa fino al più navigato dei piloti. In questo articolo sulla sicurezza stradale osserveremo i dati Istat sugli incidenti stradali. Considereremo numeri, fattori di rischio, cause dei sinistri e le sanzioni comminate con maggior frequenza.

Il 2020: un anno “falsato” dalla pandemia, uno sguardo al 2019

Per analizzare nel modo più esaustivo possibile le evidenze dell’Istituto Nazionale di Statistica, andremo ad osservare i primi dati del 2020 in comparazione con quelli del 2019. Il motivo di tale scelta è sicuramente l’avvento della pandemia da Sars-Cov-2 ed il grande impatto delle severe restrizioni, soprattutto nei mesi di marzo, aprile e maggio dello scorso anno.

Secondo le stime preliminari, il lockdown che ha tenuto in casa gli italiani nella prima metà del 2020 ha ridotto in modo importante i sinistri sulle strade dello Stivale. Nel periodo gennaio-settembre 2020 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 90.821, pari al 29,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Così è avvenuto anche per il numero dei feriti, in calo (123,061) di 32 punti percentuali, e per le vittime della strada (decessi entro i 30 giorni dall’evento) che sono calate del 26,3% assestandosi sulla cifra di 1.788.

Il 2019: l’ultimo anno “normale”

Procediamo all’osservazione dei dati di un anno “normale”. Nel 2019 si sono verificati in Italia 172.183 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.173 vittime e 241.384 feriti.

Il 2018 è stata un’annata di stabilità in confronto all’aumento di decessi del 2017. Rispetto al 2019, il 2018 ha visto un calo delle vittime della strada del 4,8%, nonostante un aumento delle percorrenze totali.

A confermarsi come periodo di proliferazione per gli incidenti stradali è l’arco dei mesi estivi. L’estate è la stagione in cui ci sposta maggiormente, anche in virtù delle vacanze. Aumentano gli spostamenti, aumenta l’occupazione delle vetture ed aumenta, di conseguenza, il numero di sinistri: circa 17.000 per i mesi di giugno e luglio 2019.

Dei tre mesi della bella stagione, agosto è il più pericoloso, con oltre 2 morti ogni 100 incidenti. Le vittime salgono a 5 sulle strade extraurbane, a 7 nel caso di scontro frontale.

Inoltre, il pericolo degli incidenti stradali vede un aumento nelle ore successive al tramonto nelle strade extra-urbane. Logicamente, con l’arrivo del buio, il rischio di non vedere un altro mezzo si intensifica: a risentirne maggiormente sono ciclisti e pedoni, a causa della scarsa visibilità e illuminazione delle vie fuori dai centri abitati.

Per contrastare gli eventi incidentali è certo indispensabile il rispetto di codice della strada e normative. Ricordiamo l’utilizzo del gilet catarifrangente da parte dei ciclisti e l’attenzione alla guida per automobilisti e motociclisti.

Ma quali sono i motivi principali degli incidenti e le sanzioni più frequenti?

Una lecita domanda da porsi sul tema in questione è certamente riguardante le motivazioni degli incidenti stradali. A confermare l’indispensabilità dell’attenzione al volante/manubrio, nei 12 mesi del 2019 le principali cause di sinistri sono la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e l’eccesso di velocità: questi tre fattori risultano il 38% circa (85 mila) del totale dei casi. A seguire, nell’annoverare le cause più frequenti, osserviamo la mancanza della distanza di sicurezza (20 mila casi) e manovre irregolari (circa 16 mila).

Le sanzioni comminate con maggior frequenza dalle forze dell’ordine riguardano invece il mancato rispetto della segnaletica stradale e l’uso improprio di cellulari e cuffie, oltre che l’obbligo, non sempre rispettato, delle cinture di sicurezza. Nota positiva, sempre nel 2019, il moderato numero di sanzioni per mancato uso del casco, in aumento solo in alcune aree del paese del 5%.

Alcool e droghe

Un fattore da non sottovalutare nell’ambito della sicurezza stradale è correlato all’uso di sostanze stupefacenti ed alcolici. I dati forniti arrivano dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e dal Servizio della Polizia Stradale del Ministero dell’interno.

L’informazione non è sempre esaustiva, in quanto si riferisce ai dati di rilevazione corrente, senza contare il numero oscuro di coloro che si mettono alla guida in stato psicofisico alterato, ma non vengono segnalati. Su un totale di 58.872 incidenti registrati dagli organi sopracitati, 5.117 sono stati quelli con almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti in stato di ebbrezza e 1.882 con almeno uno dei conducenti sotto effetto di sostanze stupefacenti. Secondo questi dati, in termini percentuali, l’8.7% degli incidenti nel 2019 sono stati causati dall’eccesso di alcol, 3.4% dalla consumazione di droghe. sicurezza stradale dati

 

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Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.