Sintesi GP Australia – La caccia è aperta

La bravura di Vettel e anche un po’ di fortuna aiutano la Ferrari a conquistare la vittoria. Hamilton si arrende dopo il pressing forsennato sul tedesco. 3° Raikkonen che dimostra di trovarsi a suo agio con la SF71H. Sintesi GP Australia

Ordine d’arrivo – Foto F1.com

Melbourne si tinge di rosso, proprio come lo scorso anno Vettel conquista la vittoria in una gara che ha il sapore di conferma per la Ferrari. Risultato importante, arrivato con un pizzico di fortuna (ma anche di bravura), a scapito delle due Haas, costrette al ritiro per errori dei meccanici.

“La fortuna aiuta gli audaci” e oggi (per una volta, direbbero molti tifosi Ferrari) è volta dalla parte della rossa. Il merito di Sebastian è stato quello di sfruttare al massimo la pista, facendo traiettorie strette in regime di VSC e guadagnando il tempo necessario per stare davanti ad Hamilton all’ingresso della Pit-Lane. Bravo il tedesco nel riuscire a tenere dietro un indiavolato Lewis, che per più di 20 giri lo ha messo sotto pressione.

Vettel dopo il traguardo – Foto: LAT images

Vettel audace

Il tedesco è riuscito a sfruttare appieno la VSC, estremizzando la traiettoria in curva e all’ingresso della Pit-Lane. Proprio i decimi guadagnati all’ingresso di quest’ultima hanno consentito a Vettel di conquistare la leadership della corsa. Il duello tra i due, oltre ad esser stato emozionante, ha permesso di comprende il buon lavoro fatto dagli ingegneri Ferrari. Nonostante il DRS aperto in molteplici occasioni, l’ottima velocità di punta del propulsore della scuderia di Maranello, il disturbo aerodinamico accusato da Hamilton e il lungo dello stesso britannico, hanno consentito la conquista della vittoria alla rossa.

Da sottolineare come, proprio in seguito all’errore, Hamilton, scivolato a 2.8 secondi da Vettel, sia comunque riuscito in un paio di giri a ricucire il distacco dal tedesco, mantenendo alta la pressione, segno che probabilmente aveva qualcosa in più rispetto alla Ferrari.

Un Kimi in palla

Il finlandese, durante tutto il weekend, ha dimostrato di avere un ottimo passo, confermandolo anche in gara, tenendo il ritmo di Hamilton per buona parte del primo stint. Sosta anticipata per cercare l’undercut, immediata la reazione Mercedes che ha richiamato il giro seguente Hamilton, proteggendosi dall’attacco Ferrari. La Scuderia ha così potuto differenziare le strategie, mantenendo Vettel in pista con UltraSoft. Kimi, meno fortunato del tedesco, si è dunque preoccupato di difendere nella seconda parte di gara il gradino più basso del podio da Ricciardo.


Hamilton le prova tutte, ma non basta

Complice la sfortuna, la conformazione del tracciato, il buon propulsore Ferrari, il disturbo aerodinamico creato dalla rossa, Lewis Hamilton non va oltre il secondo posto. Secondo gradino del podio conquistato con piccolo spavento finale, con un crollo di prestazioni dovuto all’usura delle gomme posteriori e alla richiesta del muretto di preservare il motore. Dopo l’impressionante qualifica, il campione del mondo 2017 dimostra di avere un ottimo passo, leggermente migliore dei piloti Ferrari. Ciò non è però sufficiente, ed il risultato sa di beffa per il britannico.

Haas croce e delizia

Foto F1.com

La vera rivelazione del weekend è stata la scuderia Americana, che prima della sosta aveva le due monoposto in quarta e quinta posizione. Ottima la manovra al via di Magnussen che supera all’esterno un distratto Verstappen che, a causa di un testacoda, cederà la propria posizione anche a Grosjean. P4 e P5 che si trasformeranno per entrambi i piloti, a seguito della sosta, in due ritiri. Dal paradiso all’inferno, problemi alla posteriore sinistra per Magnussen e poi all’anteriore sinistra per Grosjean. Proprio a causa della gomma fissata male nella monoposto del pilota francese, è scattata la VSC e la conseguente SC che hanno cambiato volto al Gran Premio.

Un grande Alonso, bene ma non benissimo la Red Bull

Verstappen errore al via e testacoda, Ricciardo che insidia ma non riesce a superare Raikkonen con la complicità del propulsore Renault che sembra ancora essere un filo al di sotto rispetto a quello degli altri Top – Team.  Una prestazione non così eccezionale per la Red Bull, che non riesce a dimostrare quanto di buono fatto vedere nel resto del weekend.

Uno straordinario Fernando Alonso, eletto pilota del giorno, riesce invece a conquistare la quinta posizione, tenendo dietro di sé un Verstappen apparso in difficoltà. Lo spagnolo, stacanovista, riporta la McLaren in una ottima posizione, dimostrando che con un buon propulsore, la McLaren se la può giocare, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dalla squadra durante l’inverno, come sottolineato alla fine della gara da Fernando stesso.

 

Un incolore Bottas

Partito in quindicesima posizione a causa dell’incidente in qualifica e alla relativa sostituzione del cambio, il finlandese fatica a guadagnare posizioni. Una gara incolore e una prestazione insufficiente. Come reagirà il Valtteri?

Il resto del gruppo

Se incolore è stata la gara di Bottas, ancor più anonima è stata la prestazione di Sirotkin, debuttante e costretto al ritiro dopo pochi giri per un problema ai freni. Stessa sorte ma per cause diverse è toccata a Ericcsson, ritiratosi per un problema idraulico alla sua Alfa Romeo-Sauber. Honda perde il pelo ma non il vizio, nonostante le buone premesse dei test, subito una prima rottura ha costretto Gasly ad abbandonare la gara. Il compagno di squadra Hartley, costretto al pit-stop immediato dopo il primo giro a causa di un flatspot, ha concluso ultimo in P15, dimostrando che in casa Toro Rosso c’è tanto lavoro da fare.

Buon piazzamento per Leclerc al debutto in F1, davanti a Lance Stroll. In difficoltà anche le due Force India, che hanno però chiuso a ridosso della zona punti. Buoni risultati invece per Renault, entrambe le vetture a punti, con Hulkenberg settimo e Sainz decimo, in lotta entrambi per gran parte della gara con le due McLaren.

 

La prima gara della stagione ha dunque regalato sorprese e conferme: Mercedes che sembra leggermente sopra agli altri, Ferrari alla scoperta dei nuovi concetti introdotti con la SF71H, Red Bull leggermente dietro ma con ampi margini di miglioramento. Le premesse per una grande stagione ci sono tutte, la caccia al titolo è aperta.

Leonardo Trillini

Studente di Scienze della Comunicazione (Comunicazione d'impresa) presso l'università di Macerata e grande appassionato di F1 sin da bambino.