Superbike | Tito Rabat correrà con Barni nel 2021

Tito Rabat lascia la MotoGP per passare a correre in Superbike con il team Barni Racing. Lo spagnolo, dopo aver subito la frattura del femore nel discusso GP d’Inghilterra 2018, ha vissuto una lunga crisi di risultati che si è protratta fino ai giorni nostri. Lo spagnolo, nella categoria delle derivate dalla serie, spera di ritrovare lo smalto perso.

Foto: profilo Twitter @TitoRabat

Quando dicembre è ormai inoltrato, il mercato piloti è spesso al termine e le caselle sono prevalentemente già tutte occupate. Tuttavia, quest’anno il mondiale Superbike è stato particolarmente movimentato, e la sella di Barni Racing è stata occupata solo a dicembre inoltrato. La squadra italiana, dopo un’annata molto difficile, riparte da Esteve Rabat.

Entrambe le figure protagoniste di questa operazione sono chiamate a un rilancio dopo un periodo di crisi. Rabat, dopo due anni e mezzo molto complicati in MotoGP, ha deciso di ripartire da zero in Superbike. Barni, d’altrocanto, deve ripartire dopo una stagione 2020 trascorsa con ben quattro piloti che si sono alternati sulla Ducati. Camier, scelto come titolare per il 2020, ha dovuto subito fermarsi per i problemi alla schiena che lo stanno tormentando da ormai tanto tempo.

Nel round inaugurale in Australia, la squadra italiana non è scesa in pista e, alla ripresa, ha schierato il rientrante Marco Melandri. Nonostante Melandri goda di grande esperienza, il feeling con la Ducati Panigale V4R non sboccia. E, dopo appena quattro round, il ravennate rescinde il contratto.  Rimasto per una seconda volta senza pilota, Barni sceglie la soluzione casalinga, e promuove dal CIV Samuele Cavalieri. Il pilota, al debutto nel mondiale, corre due round e si candida al ruolo di pilota titolare per il 2021. Nell’ultima prova dell’anno, per via della sovrapposizione con l’ultimo weekend del Campionato Italiano Velocità, Cavalieri viene sostituito da Matteo Ferrari.

Rabat, classe 1989, gode di grande esperienza mondiale. Il suo debutto nel Motomondiale risale al lontano 2005 quando, in sella a una Honda, corre due Wild Card in 125. Nell’allora classe minore del Motomondiale, rimane fino al 2010 quando, grazie a un sesto posto finale, viene promosso in Moto2.

Nella classe di mezzo Rabat riesce a cogliere risultati di livello sin dal primo anno e, dopo un decimo e settimo posto finale, nel 2013 conclude in terza posizione. Un anno dopo, Tito vince il suo primo e unico mondiale in sella a una Kalex del team Marc VDS. Nonostante la vittoria iridata, lo spagnolo rimane in Moto2 e, per la seconda volta, conclude la stagione al terzo posto.

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Nel 2016, il team belga decide di dargli fiducia e lo fa debuttare in MotoGP. Rabat, nei primi due anni nella classe regina, condivide il box con Jack Miller. In MotoGP, il catalano riprende ad accusare le difficoltà che si erano presentate in 125. Infatti, in sella alla Honda, Tito fatica ad emergere e, al termine del 2017, lascia Honda e Marc VDS per accasarsi in Avintia. Con la Ducati, Rabat ritrova il feeling e inizia un percorso di crescita che, a metà del mondiale 2018, lo porta a raccogliere gli stessi punti della stagione precedente.

Quando sembra ormai diretto verso realtà più competitive, la crescita di Rabat si interrompe bruscamente nel corso del GP d’Inghilterra dello stesso anno. Il circuito di Silverstone, da poco riasfaltato, non riesce a drenare la pioggia e crea numerosi problemi alla curva sette. Tra le vittime di quel tratto di pista figura anche Rabat che, dopo essere caduto, viene centrato dalla moto di Morbidelli, anch’egli caduto pochi secondi dopo. L’impatto tra la Honda di Morbidelli e la gamba di Rabat è tutto fuorché leggero. Il pilota Avintia, trasferito al centro medico, accusa una grave frattura al femore che lo tiene fermo per il resto della stagione.

Dal rientro nel 2019, non è mai più riuscito a replicare le prestazioni fatte vedere fino a quel sabato di agosto del 2018. Nel corso del 2019 e 2020, Rabat ha raccolto solo 45 punti. Nell’ultima stagione, dove ha raccolto solo 10 punti, il pilota è definitivamente uscito dalle attenzioni degli appassionati e degli addetti ai lavori. Di fatto, anche Ducati lo scarica, e sceglie al suo posto il neo campione del mondo Moto2 Bastianini.

Rabat, rimasto senza sella ma ancora sotto contratto con Ducati, accetta l’offerta della casa di Borgo Panigale di andare a correre in Superbike. Una storia simile è quella che ha coinvolto Bautista. Anch’egli senza sella, accettò di andare a correre in Superbike (lui nel team ufficiale) e, grazie a questa scelta, è diventato uno dei massimi protagonisti della categoria.

A commentare la notizia dell’approdo di Rabat in Superbike con Barni, sono stati Paolo Ciabatti e Marco Barnabò.

Ciabatti:  “Siamo molto contenti dell’accordo tra Marco Barnabò e Tito Rabat. Da anni il Barni Racing Team è una realtà consolidata come team satellite Ducati in Superbike. Siamo certi che nel 2021 la squadra saprà mettere Tito nelle migliori condizioni per esprimere tutto il suo talento. Rabat arriva nel campionato motivato a raggiungere risultati importanti, e siamo sicuri che possa contare sul massimo supporto di Barni. “

Barnabò: “Sono molto contento dell’accordo con Tito perché quando ho parlato con lui ho visto il nostro stesso approccio al lavoro: grande impegno e determinazione nel raggiungere obiettivi ambiziosi. Tutta la nostra squadra è pronta a fare del suo meglio per metterlo nelle migliori condizioni per raggiungere buoni risultati .”

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Mattia Lisa

Studente di storia, appassionato di motori e speaker radiofonico