Un libro su Senna per sostenere la sua fondazione

Se nel 1994 aveste avuto l’opportunità di trascorrere un’ora assieme ad Ayrton Senna, di cosa avreste dialogato? Ne abbiamo parlato con Marco Cucchi autore del libro “Ayrton Senna, Io c’ero” pubblicato da ACAR Edizioni, distribuito online da Amazon.

Libro Senna

F1inGenerale: Sono passati tanti anni da quell’incidente che portò via il campione più carismatico della Formula 1. Nel tuo romanzo sono descritti tanti aneddoti. Allora Marco, Realtà o suggestione? Libro Senna
Marco Cucchi: “Senza rivelare troppo, posso dire tutte e due. Sono legato a Senna da tanti episodi di contatto. Il primo fu quando all’età di dieci anni insieme a mio padre sentii parlare di lui al kartodromo di Fano da un nutrito gruppo di addetti ai lavori, che giudicavano quel ragazzino brasiliano così spaventosamente talentuoso, capace di incantare tutti con la sua perfezione di guida del Go kart. Io ero un bambino ma già appassionato di motorsport e ascoltai quelle parole come la rivelazione di una leggenda.”

F1inGenerale: Nel libro racconti tanti altri momenti e coincidenze ma ce n’è uno in particolare che ha dato vita al romanzo, giusto?
Marco Cucchi: “Beh si. Mia Sorella Cristina, all’epoca giovane chirurgo dell’Ospedale Maggiore, in quel maledetto Primo Maggio del 1994 faceva parte dello staff chiamato ad intervenire in aiuto di Senna se il suo problema fosse stato di natura toracica. La sala operatoria era al decimo piano ma Ayrton quel pomeriggio purtroppo non è mai sceso dalla rianimazione dell’undicesimo, visti i gravi danni neurologici. In un mondo parallelo, quel piano di differenza avrebbe potuto dividere la vita dalla morte.”

“Nel mio libro viene raccontata una realtà differente, quella in cui tutti abbiamo sperato. Senna, seppur in prognosi riservata, è vivo ed è cosciente. Turbato e impaurito chiede ai medici un po’ di tempo prima di rivelare le sue condizioni ai media, per poter riflettere sul suo passato e futuro in compagnia di un giovane appassionato di corse, conosciuto da pochi minuti.”

F1inGenerale: Per chi ha seguito la Formula 1 di quegli anni, nel libro ritrova tutte le espressioni e il fascino del Senna uomo. Come hai fatto a ricostruire i pensieri e i ricordi del brasiliano in maniera così fedele?
Marco Cucchi: “Ho riletto più di dieci anni di biografie e articoli di giornale e riascoltato tutte le videointerviste che sono presenti in rete. Attraverso la metodologia del coaching ne ho tracciato un profilo psicologico da cui emerge un Senna determinato anche se a volte ostinato, irascibile ma profondamente sensibile. Se penso alla maggior parte degli sportivi di oggi posso dire con assoluta certezza che era un illuminato. Nato ricco e pieno di talento sentiva di doversi impegnare al meglio e sdebitarsi con il suo Brasile, una terra meravigliosa ma piena di contrasti. Un luogo in cui se nasci nel contesto sbagliato non ti è neanche concesso di sognare.”

Libro Senna
F1inGenerale: Ci sono molte testimonianze dell’epoca che parlano della grande beneficienza che Senna faceva ogni anno. Hai potuto approfondire anche questo argomento?
Marco Cucchi: “Si parla di milioni di dollari donati e tenuti gelosamente nascosti alla stampa per non apparire come operazioni di personal-branding. Un episodio su tutti. Julian Jakobi, allora manager di Senna, ha rivelato in un’intervista che in una notte del 1992 ricevette dal Portogallo una chiamata del suo pilota che in lacrime gli dettò delle coordinate bancarie. Volle donare immediatamente una grossa cifra ai giovani orfani della Bosnia. Seguendo un telegiornale europeo aveva scoperto l’orrore della guerra dei Balcani taciuta dalla maggioranza dei media mondiali. Stiamo parlando di un ragazzo di trentadue anni.

La ricostruzione di un’ora di dialogo con lui è il mio personale modo di ringraziarlo per quanto ha significato nella mia vita. La sua perseveranza e determinazione è stata per me come per chissà quanti altri giovani fonte d’ispirazione. Sono in debito con Senna ed è per questo che i miei diritti d’autore li devolvo all’Istituto Ayrton Senna. L’organizzazione in venticinque anni ha aiutato oltre venti milioni di bambini brasiliani che vivono situazioni disagiate. In questi giorni sono in contatto mail con Adraiana De Aquino, vicepresidente dell’Istituto per capire con lei quale sia la modalità migliore per destinare l’incasso dei diritti delle prime centinaia di copie vendute. Sarà come una goccia nel mare ma per un’organizzazione di questo tipo ogni aiuto è importante.”

Libro Senna

F1ingenerale: Che idea ti sei fatto del Senna pilota? Aveva davvero qualcosa di speciale?
Marco Cucchi: “Ha corso in un’epoca di titani del volante: Lauda, Piquet, Prost, Mansell e poi Schumacher. Citando Giulio Cesare potremmo dire: “molti nemici, molto onore”. Senna si distingueva perché sapeva entrare in simbiosi con la macchina. Percepiva le variazioni di set up del motore e del telaio durante i test al punto da riuscire a descrivere perfettamente ai tecnici il comportamento della vettura anticipando i dati della telemetria. Si legava strettissimo con le cinture per sentire il corpo e la monoposto come una cosa unica. Indossava guanti speciali con cuciture esterne per aumentare la sua sensibilità sul volante, come se sfiorasse l’asfalto con le mani.”

“Nei weekend di gara percorreva a piedi ogni metro della pista per cogliere anche il più piccolo dettaglio. E sopra ogni cosa sapeva astrarsi in una condizione di “Flusso”, la cosiddetta trance agonistica: tutto ciò che non è necessario scompare dalla vista e dalle percezioni. Niente fame, sete, stanchezza o dolore. Rimane solo la mente concentrata sulla massima prestazione.”

F1ingenerale: Nel romanzo racconti di uno scatto fotografico per te speciale. Di cosa si tratta?
Marco Cucchi: “E’ un episodio realmente accaduto nel 1992 che ancora oggi mi fa imbestialire. Per la seconda volta ero riuscito ad avere il pass per i box di Monza, grazie ad alcuni parenti che vivono in Brianza. Ormai sapevo muovermi e avevo girato i paddock in lungo e in largo riuscendo ad intrufolarmi un po’ ovunque.”

“All’epoca con un normale paddock pass si poteva arrivare sino alla griglia di partenza a pochi minuti dal via. In un momento di distrazione dei meccanici, con la mia Nikon FM, mi avvicinai a Senna concentrato nella sua McLaren. Mi chinai vicino alla sospensione anteriore destra, aspettai lo sguardo del brasiliano e scattai. Era la foto della vita. La foga e l’inesperienza me la fecero “bruciare”. Pochi minuti dopo, nel tentativo di cambiare rullino prima del via, dimenticai di riavvolgerlo e aprii il retro della fotocamera facendo prendere luce agli ultimi centimetri di pellicola. Quello scatto di Senna rimane un incompiuto ed è presente solo nella mia mente. Ha ispirato il quadro presente sulla copertina del libro”.

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Passionaccia Levarda

Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"