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I ricordi del Direttore: la gara più sfortunata e incredibile della storia Ferrari

Ci sono gare che non si dimenticano, anche a distanza di decenni. Corse che rimangono indelebilmente nel tempo. Ognuno di noi le conserva nella parte della memoria legata ai ricordi. Oggi parleremo di lei, la gara più sfortunata e incredibile della storia Ferrari.

Il 1995 è un anno molto importante per la storia Ferrari. Infatti, in quell’estate, arrivò l’annuncio ufficiale dell’inizio del matrimonio con Michael Schumacher. Montezemolo e l’Avvocato Agnelli decisero di rompere gli indugi e di cambiare una coppia storica e amata, come quella formata da Alesi e Berger. I tifosi non la presero molto bene, ma bastarono pochi mesi per farli ricredere. L’emblema di quella stagione fu la gara più sfortunata e incredibile della storia Ferrari.

Jean Alesi
Jean Alesi su Ferrari

Il Gran Premio d’Italia del 10 settembre diventa, dunque, quello del commiato sia per il francese che per l’austriaco, destinati a ritrovarsi in Benetton nel 1996. Dal punto di vista del Campionato del Mondo la lotta era tra Schumacher, alla ricerca del bis iridato, e Damon Hill, alla guida della Williams.

Griglia di partenza con Coulthard in pole davanti al tedesco, Berger e Hill in seconda fila, Alesi e Barrichello, su Jordan, in terza. Primo colpo di scena nel giro di ricognizione con lo scozzese della Williams che perde clamorosamente il controllo della sua vettura all’uscita dell’Ascari, finendo in testacoda. Ripartirà, ma dall’ultima fila.

Schumacher ha la strada spianata, dietro di lui Berger e un ottimo Alesi. Alla fine del primo giro, però, altro episodio importante. Nelle retrovie, un incidente, sempre alla variante Ascari, coinvolge quattro vetture. Proprio mentre Berger scavalca la Benetton del campione del mondo tedesco, la direzione gara espone la bandiera rossa.
Tutto da rifare. Il regolamento dell’epoca permetteva, se questa fosse arrivata entro i primi due giri, di rimettere tutti in gioco. Così fu. Si riparte, dunque, con Coulthard in pole position.


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Lo scozzese sfrutta al meglio questa chance per scattare bene e prendersi il comando della gara. Alle sue spalle Berger riesce a superare Schumacher e a porsi all’inseguimento. Non pago del primo errore, al giro numero 13, Coulthard perde la vettura all’entrata della Roggia e si gira nella sabbia. Riparte nuovamente, ma, arrivato ai box, è costretto al ritiro.

Berger in testa, dunque, davanti ai duellanti per il mondiale, poi Alesi. Al 23esimo giro altro colpo di scena. Hill prova a infilare Schumacher durante un doppiaggio alla Roggia. Arriva lungo, frena ma non può evitare l’impatto. Fuori entrambi. Delirio rosso sulle tribune, con Berger e Alesi davanti a tutti.

Sosta ai box, dentro prima l’austriaco che imbarca molta benzina e rientra sorpassato da Irvine e Blundell. Alesi, con uno strepitoso giro, riesce a fare il pit e a tornare in pista davanti al compagno di squadra. Posizioni invertite, folla ancor più in estasi, tanto era l’amore che riservava al francese.


Sembra ormai tutto scritto e, invece, inizierà qui una combinazione di sfortune uniche e leggendarie nella storia Ferrari. La telecamera montata sull’alettone posteriore della monoposto del francese si stacca e va a colpire incredibilmente la sospensione dell’austriaco che va in frantumi proprio alla Roggia.

Doppietta sfumata, poco male, Jean rimane saldamente in testa. Invece, a 10 tornate dal termine, quando il vantaggio sul secondo classificato, Johnny Herbert su Benetton, era molto rassicurante, Alesi inizia a fumare dalla posteriore destra. Il suo cuscinetto sta andando letteralmente in fiamme, probabilmente a causa di alcuni detriti derivanti dalla perdita della telecamera.


Jean si deve fermare ai box. Non c’è nulla da fare. Ancora una volta, con la vittoria in pugno, è costretto al ritiro. Herbert ringrazia e vincerà il gran premio, con tanto di dito medio regalato a Briatore che lo aveva appena silurato, proprio in favore di Alesi.

Termina così la gara più sfortunata e incredibile della storia della Ferrari. Nel ricordo di chi, da ragazzo, era un grandissimo tifoso del francese, un pilota che avrebbe meritato davvero molto di più.