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F1 | Wachè: “Ecco dove la RB20 sarà migliore, lavoro non straordinario nel 2023”

Pierre Wachè ha parlato un’ultima volta della RB19 e ha spiegato i punti ancora carenti su cui i tecnici si sono soffermati a poche ore dal lancio della RB20

Wachè RB20
Wachè ha rilasciato una lunga intervista a poche ore dal lancio della RB20 © Content Pool

Manca ormai pochissimo al lancio ufficiale della nuova RB20, con già alcuni scatti che circolano in rete da diverse ore della nuova creatura partorita da Adrian Newey e Pierre Wachè. Proprio il direttore tecnico, prima di chiudere definitivamente il capitolo RB19, vincitrice di 21 GP su 22 lo scorso anno, ha voluto sottolineare ancora una volta dell’ottimo lavoro svolto nella passata stagione, che però può essere ancor più valorizzato con la nuova monoposto.

“Abbiamo fatto un buon lavoro, ma non un lavoro straordinario”, esordisce Wachè in un’intervista concessa al sito ufficiale della Formula 1 senza alcun cenno di ironia.


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“Penso che abbiamo identificato diversi punti deboli nella RB18, e abbiamo spinto per risolverli con la RB19. Non li abbiamo risolti tutti, ma fortunatamente il team è stato in grado di ridurre i punti deboli che avevamo e di essere in grado di fare risultati in pista”.

Secondo il francese, l’incredibile dominio visto lo scorso anno è più frutto di demeriti degli avversari più che meriti del progetto RB19: “La forza della nostra vettura è anche la debolezza dei concorrenti, perché non sono sicuro che ci aspettassimo di essere soli. Intendo dire che, se si guarda al tempo sul giro e al comportamento rispetto al 2022, alcuni sono andati più indietro che avanti”.

Una monoposto stellare…ma solo per Verstappen

La RB19 si è rivelata un vero e proprio missile nelle mani di Max Verstappen, che è riuscito a vincere il titolo con ben 6 GP d’anticipo, ed ottenendo ben 19 vittorie contro le sole due del compagno di squadra.

Ecco perchè, in tal senso, Wachè ritiene che la RB20 abbia ancora importanti margini di miglioramento, soprattutto per venire incontro anche alle esigenze di Sergio Perez: “Il problema è che la macchina ha dei punti deboli. Il problema è come si affrontano questi punti deboli, e a volte non è perché sei il peggiore o il migliore come pilota”.

“A volte, una debolezza non può essere affrontata. È quello che cerchiamo di capire con Sergio, per assicurarci di dargli gli strumenti e la macchina per poterla affrontare. Ma si sa, è un lavoro da ingegneri più che per lui, direi”.

“Max è migliorato in termini di consistenza e forse di fiducia in se stesso. Dopo, anche noi siamo migliorati in contemporanea. Con un pilota, l’aspetto principale è anche quello di capirsi, assicurarsi che il vocabolario sia chiaro tra di loro, e capirsi per assicurarsi di essere in grado di fornire ciò che vuole e ciò di cui ha bisogno per essere veloce”.

“Si è sviluppato, è più maturo, di sicuro. Era giovane, molto giovane, ma il suo ritmo e la sua capacità di essere veloce e di tradurlo in pista non sono cambiati in modo sostanziale”.

Verstappen non è solo talento

Negli ultimi anni, secondo Wachè, il fuoriclasse olandese è migliorato molto nell’indirizzare lo sviluppo e nei feedback dati agli ingegneri, e ciò si è visto soprattutto da Baku in poi, con Verstappen che ha letteralmente messo le ali: “È il pilota più talentuoso, dal mio punto di vista, ma è anche in grado di dare un feedback sulla vettura per essere veloce e analizzare molto bene il comportamento della macchina e come risolverlo”.

Infine, un commento sui punti carenti della RB19 che verranno perfezionati sulla RB20, che verrà presentata alle 20:30 italiane: “Max ha detto più volte che il passaggio sui cordoli, e le prestazioni a bassa velocità non sono migliori rispetto ad altri. È chiaramente l’area in cui stiamo spingendo per migliorare”.

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