Volkswagen Golf GTI, un classico senza tempo

Tartan, Rosso Marte ed assetto sportivo: la prima serie di Volkswagen Golf GTI compie 45 anni e non li dimostra.

Volkswagen Golf GTI Mk I

Quella che porta alla nascita di Golf GTI è una storia che può solo accadere in un mondo distante. Niente social, poco internet e tanta voglia di fare e stupire: è quello della Germania Ovest del 1976. La Volkswagen Golf GTI Mk I era, fino al Giugno ’76, solo un’idea che ronzava in testa ad Anton Konrad, responsabile Ufficio Stampa del marchio tedesco. Non avete capito male: non è stato qualche capo ingegnere o qualche membro del Consiglio di Amministrazione ad avere l’intuizione della linea GTI, ma un giovane pilota dilettantistico, junior engineer e giornalista.

Konrad racconta che il progetto GTI nasce con alcuni amici nel suo salotto di casa, dopo il lavoro e nei fine settimana, davanti a qualche birra. Gli amici che si radunano a casa Konrad lavorano, come lui, per Volkswagen: sono esperti di telaio ed interni, responsabili di Golf e Motorsport ed ingegneri. Il progetto inizia quasi per gioco, all’oscuro di tutto e tutti.

Curioso a dirsi, i primi prototipi di Golf GTI furono delle… Scirocco. L’auto scelta per creare un modello sportivo non fu subito la nuova utilitaria, ma la versione coupé della coetanea Scirocco dal look ben più aggressivo. Questi primi esperimenti risultarono troppo estremi e portarono alla scelta di Golf: un ottimo bilanciamento di prestazioni, costo di produzione e sobrietà.

Volkswagen Golf GTI Mk I interni

Genesi di una Hot Hatch

Nasce nel Giugno del 1976, dopo l’approvazione del CDA di Volkswagen, il concetto di “Hot-Hatch”: l’utilitaria con cui andare a fare la spesa e divertirsi, maneggevole e leggera, non vistosamente racing. Nei piani alti di Wolfsburg l’idea che più aveva convinto era l’utilizzo di parti di serie per la realizzazione della GTI, sottolineandone la sostenibilità economica.

Comincia così quindi la leggenda della Golf “Gran Turismo Iniezione”, un’auto leggera, veloce e con un assetto sportivo. Un po’ di numeri: 810 kg di peso, un potente 1.6 da 110 CV ad iniezione elettronica di benzina, 0-100 km/h in poco più di 9 secondi, 182 km/h la velocità massima.

Se la performance è fondamentale, anche l’occhio vuole la sua parte: la linea Rosso Marte che contorna la calandra è il segno distintivo di Golf GTI, così come gli (ormai) iconici sedili “Tartan” ed il pomello del cambio che ricorda una pallina da… golf. Ad immaginare i leggendari dettagli degli interni di Mk I una 30enne di origini svedesi, Gunhild Liljequist, che prima di entrare in Volkswagen dipingeva porcellane e disegnava scatole di cioccolatini. Come vi abbiamo raccontato, questa è una storia che può solo avere luogo in un mondo veramente distante dal nostro 2021.

Prima dell’IAA di Francoforte, la divisione vendite di Wolfsburg vedeva nubi nere all’orizzonte: “Non ne venderete nemmeno 500, di queste GTI”. Le Golf GTI Mk I prodotte sono circa 462.000, tutte le GTI vendute sono oltre 2 milioni – ed il trend non accenna ad avere il segno “meno”.

Non abbiamo dubbi che la leggenda della Gran Turismo Iniezione continuerà a vivere per lunghissimo tempo, e chissà se non ci ritrovermo qui, tra atri 45 anni, a raccontare di una nuova icona dell’utilitaria sportiva…

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Alessandro Silva

22 anni passati ad amare le auto, galeotti furono Schumacher e Rai 1 la domenica. Ligure d'origine, pavese d'adozione. La mia prima macchina? Ford Mondeo SW 1999, la quale ha tutto il mio amore incondizionato. Ultima cosa: se mi chiedete "Meglio benzina o elettrico?", significa che non avete letto abbastanza articoli scritti da me.