24 ore di Le Mans | Annunciata la nuova classe Hypercar!

L’ACO ha annunciato la nuova classe regina a Le Mans nel 2021, le Hypercar! Vediamo tutte le novità della categoria del WEC dal 2020/21

le mans hypercar
Immagini FIA WEC

La tradizionale e attesa conferenza stampa di Venerdì a Le Mans, giornata a motori spenti, ha finalmente rivelato le regole più o meno definitive della classe che succederà alle LMP1 nel 2020/21, ovvero le cosidette “Hypercar”, che finalmente hanno ottenuto delle regole solide.

Prima di proseguire si consiglia di leggere questo articolo, che spiega gli antefatti che hanno portato a questa conferenza stampa e di cui questo pezzo è il seguito

WEC | Il futuro della classe Hypercar

Parte 8: gli ultimi regolamenti

Sono passati tre mesi da Sebring. Mesi pieni di discussioni, polemiche, dubbi.

toyota le Mans hypercar
Il primo rendering del prototipo Toyota

La conferenza stampa di oggi ha finalmente fissato un regolamento che dovrebbe essere definitivo (più o meno). A quanto pare le regole pubblicate a dicembre sono in larga parte valide, con l’aggiunta della parte riguardante le hypercar derivate dalla serie. Le nuove regole vedranno queste Hypercar per la prima volta in pista a Silverstone nel 2020, e nelle Le Mans 2021.

  • Ci sarà un solo regolamento, da cui i costruttori potranno scegliere due strade:
    • Un prototipo nello stile di un hypercar
    • Un’auto da corsa derivata direttamente da una hypercar stradale (minimo 20 vetture prodotte). Un esempio è la Aston Martin Valkyrie.
  • Le specifiche tecniche

    • Peso Minimo: 1100 kg
    • Potenza di tutti i sistemi propulsivi media (vedi sotto): 750 cv
    • Tempo previsto sul giro a Le Mans: 3.30, durante la gara.
    • Un singolo fornitore di gomme
  • Tecnologia

    Le Mans hypercar
    La Aston Martin Valkyrie AMR Pro a Le Mans? L’annuncio è atteso oggi stesso
    • Libero disegno della carrozzeria e del fondo. Presenza di alcuni criteri aerodinamici obbligatori per la sicurezza (vele e fori nel parafanghi).
    • I sistemi ibridi non saranno obbligatori
      • La massima potenza prevista sarà di 270 cv
        • Per i prototipi dovrà essere montato all’anteriore, per una hypercar derivata dalla serie laddove è montato sulle vettura originaria.
        • Per contenere i vantaggi in trazione, i sistemi ibridi montati all’anteriore non potranno essere usati prima dei 120km/h con le slick, e prima dei 140/160 km/h (numero da definire) con le wet .
    • Motore a combustione interna:
      • Per i prototipi può essere un motore apposito oppure derivato da una hypercar di serie
      • Per le auto derivate dalla serie deve essere basato sul motore stradale o comunque su un motore dello stesso costruttore
      • La curva di potenza del motore è regolata
      • Carburante unico
      • Sembra che il regolamento di dicembre sia ancora valido
    • L’obiettivo è una classe regina competitiva, dove l’impatto del budget è limitato, per incoraggiare i team a far correre due auto per tutta la stagione.
    • Omologazione: Le auto basate sulla serie avranno gli stessi criteri di sicurezza dei prototipi, che rimangono invariati rispetto alla classe LMP1.
    • Balance of performance

      • Sarà stabilita e confermata durante l’omologazione una finestra di prestazione che assicurerà un’equa competizione all’interno della nuova classe.
      • Con due tipi di auto (prototipi e hypercar), un sistema di Balance of performance sarà introdotto, basato largamente sul ottimo sistema di automatico della GTE-PRO.

Il commento

Un ciclo che si ripete

Fin dal 1982, anno d’introduzione del gruppo C, nella classe regina di Le Mans abbiamo visto il ripetersi di questo processo:

  1. Nuova classe, partecipano mediamente 1-2 costruttori, c’è un dominatore. I privati vivono assai bene, perché spesso comprano quella macchina vincente.
  2. Arrivano più costruttori che vogliono sfidare il dominatore della classe e prendergli la corona. È il momento di gloria e massimo interesse, nonché quello della corsa agli armamenti e dell’innovazione, ma i privati cadono in secondo piano.
  3. Una crisi causata dall’eccessivo aumento dei costi porta via tutti i costruttori e i privati non possono correre con gli ormai costosissimi prototipi. Emerge un nuovo regolamento, si riparte dal punto 1.

Costruire una classe solida

Quel che l’ACO cerca di ottenere è il punto 1 e 2 senza il punto 3. Questo è in effetti assai difficile, e l’hanno ottenuto completamente solo la classe GT3 e la Formula E (forse), che sono le categorie di maggiore successo degli ultimi 20 anni. In sintesi si vuole riconoscibilità per le case (il marketing), una certa quantità di innovazione tecnologica, e sostenibilità per i privati.

Il metodo per ottenere questi obiettivi in Formula E è legato al autotelaio unico, con un sistema di powertrain libero ma ben regolamentato e aperto ai privati. In GT3 è il ben noto meccanismo di Balance of Performance o BoP, unito al concetto di “race what you have”, ovvero, se è una coupè sostanzialmente va bene.

La classe GT3 ha 12 costruttori Foto: BlancpainGT

Anche nella nuova classe Hypercar si userà il BoP, e i puristi certamente storceranno il naso nel vedere la classe regina di Le Mans gestita in quel modo (“e la competizione ingegneristica?”). Tuttavia, vanno considerati questi punti:

  • Lo sviluppo tecnologico e la competizione ingegneristica di una classe con il BoP non va sottovalutato solo perché c’è quel meccanismo. Le GT3 e le GTE di oggi sono molto più evolute delle prime vetture, e tanto per dirne una, Enrico Cardile ha firmato il progetto della 488 GT3/E, prima di passare alla GES a disegnare la SF70H. Entrambe rimangono alcune fra le più belle vetture aerodinamicamente parlando degli ultimi anni.
  • A Le Mans non è mai stata solo una questione di chi fosse il più veloce, ma piuttosto della vettura più adattabile e robusta. Questo aspetto non sarà tolto.
  • La classe DPi, di grande successo nell IMSA ha il BoP… e nessuno se ne è lamentato.
Il gruppo dei DPi a Sebring quest’anno

Il successo ultimo della classe Hypercar è ancor in dubbio, ma l’idea dell’ACO è quella giusta, e fa tesoro degli errori passati. Per certi versi potremmo definirla una GT1 2.0, senza l’esasperata corsa alle armi che fece implodere la classe dopo la Le Mans del 1999. Il parco partenti non è altrettanto solido rispetto a quello del 1999, ma due grandi case partecipanti, un privato che è una sorta di garagista (Glickenhaus), un privato che è discutibile (le fonti di finanziamento di Kolles sono quantomeno oscure), più molteplici costruttori interessati (Ferrari, Mclaren, Alpine, Porsche, Ford) e alcuni privati sono comunque un buon inizio.

Il passo gara: LMP2 a rischio?

Un ultimo punto interessante è il passo gara delle Hypercar, stimato in 3’30” a Le Mans. Ciò però cozza con le veloci LMP2 post-2017, capaci degli stessi tempi. E’ prevedibile un cambiamento per la classe LMP2, attualmente di gran successo, in modo da riportarla ai tempi tipici di alcuni anni fa. Una diminuizione dei ritmi della classe regina allo stesso tempo aumenterà la sicurezza in pista, con una forbice con le GTE adesso di solo 25 secondi.

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Francesco Ghiloni

Studente e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.