WEC | 4 ore di Shanghai – analisi post gara: Rebellion segna la prima vittoria stagionale

La 4 ore di Shanghai ha visto il successo nel WEC in pista della Rebellion: l’analisi della gara quasi perfetta della vettura svizzera, e della sfida in GTE-PRO

Start – – 4 Hours of Shanghai – Shanghai International Circuit – Shanghai – China

La 4 ore di Shanghai ha visto il successo della Rebellion #1 di Senna/Menezes/Nato in LMP1, il secondo in due anni, a causa anche della favorevole combinazione di Success Ballast a favore e di una pista favorevole alle vetture non ibride.

Lo Shanghai International Circuit è stato anche teatro di un forte decadimento degli pneumatici, che ha influito molto sulla gara in tutte e 4 le classi.

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LMP1: Rebellion centra in pieno la sua occasione

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Il primo grafico che analizziamo è quello dei 100 giri migliori in ordine discendente. Avendo la Rebellion #1 compiuto 125 giri a Shanghai, questo è un campione dell’80% dei giri, che esclude solo i giri di in/out dai box e i più lenti in assoluto. wec shanghai analisi gara

Salta subito all’occhio la linea della Rebellion, consistentemente più bassa della Toyota #8 di quasi 7 decimi, ed estremamente continua, senza salti. La squadra e i piloti hanno dato il massimo per questa occasione speciale, e girato veramente come un orologio svizzero, salvo nel primo giro a causa della cattiva partenza. Il success ballast ha colpito duramente le Toyota, tagliando il 45% del boost elettrico e il 7,5% del quantitativo di carburante permesso in un giro.

Buemì: “gara artificiale” – Menezes: “divertente poter combattere”

I commenti sono ovviamente divisi sulla questione: Sebastien Buemì, secondo sulla #8, ritiene che il success ballast abbia prodotto una gara artificiale: “Abbiamo una macchina che è più veloce in curva e in accelerazione ma perdiamo tutto sul rettilineo, quindi è una lotta molto artificiale che in alcuni punti mi sembra quasi pericolosa. Abbiamo una differenza di 50-60 km/h alla fine del rettilineo. Non credo che sia sicuro se si lotta nella stessa categoria. Le GT ci stanno sorpassando. Mi sembra un po’ troppo dal mio punto di vista.” wec shanghai analisi gara

Gustavo Menezes d’altra parte, dopo il suo primo successo sul campo con la Rebellion, vede i lati positivi della faccenda: “E’ stato molto divertente poter davvero combattere, è passato molto tempo da quando la classe LMP1 ha visto ogni tipo di gara vera e propria. Anche se c’era il success handicap e direi che è stato un po’ più vantaggioso per noi, questo è ovvio, è stato comunque la gara più sana che abbiamo visto in questa serie da molto tempo”. Abbiamo molto bisogno di questo se vogliamo vedere il WEC sano nel futuro. È stato incredibile. Non ho mai visto così tanti replay di sorpassi tra la classe LMP1. Per me è stata una sensazione molto speciale. È stata la prima vera vittoria che abbiamo guadagnato e meritato.”

Ginetta ancora in difficoltà malgrado il vantaggio di 2,74 s

Va notato anche come le Ginetta segnino i migliori tempi (1:48.428 della #6 di Robertson), ma poi non abbiano un gran passo complessivo.

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Questo è ancora più evidente nel grafico a scatole e baffi, dove le Ginetta hanno il maggior delta tra 25% e 75% percentile, e medie paragonabili alla #7, malgrado un success ballast che era prossimo a 2,74 s dalle Toyota. L’alto degrado gomme è una delle spiegazioni per i problemi della G60, con un delta di 4 secondi tra l’inizio e la fine di uno stint sulle stesse gomme.

La Rebellion è stata mediamente 754 millesimi di secondo più veloce della Toyota #8, con un success ballast di 1,85 s rispetto alla Rebellion.

La 8 ore del Bahrain però vedrà lo stesso meccanismo di success ballast/success handicap contro la Rebellion, che sarà anche su un circuito che avvantaggia di più le vetture ibride. Avendo le Ginetta perso 15 punti rispetto alla Rebellion, e con le Toyota già al massimo dell’handicap, il fattore di correzione sarà di circa 180 ms/km rispetto alle Toyota, rispetto ai 138 ms/km dati alle vetture giapponesi a Shanghai. Ovviamente è ancora da vedere l’effettiva tabella degli handicap, che sarà pubblicata nelle prossime settimane.

GTE-PRO: la velocità non è tutto

La vittoria della Aston #95, come si può notare in questo grafico e in quello successivo, era quasi cosa fatta fino a un’ora dalla fine, quando una foratura ha rovinato una gara dominata da Thiim/Sorensen in solitario.

Ma anche la Ferrari #51 di Calado/Pier Guidi, giunta prima al traguardo, non è poi risultata la vincitrice effettiva, dopo la squalifica per altezza da terra inferiore al previsto, per cui al momento è in corso il ricorso della Ferrari. La Porsche #92 di Estre-Christensen vince quindi la 4 ore di Shanghai, grazie al passo gara che pur inferiore, è stato sufficiente a passare la Aston #97, segnare il miglior giro (2,00,948) e tenere dietro l’altra Porsche di Bruni/Lietz, che è stata anche meno consistente nei tempi. La Ferrari #71 continua a essere assai più lenta della #51, Rigon e Molina in questa gara hanno costantemente sofferto con le gomme.

In quest’ultimo grafico è interessante notare come la #51 sia riuscita a essere più veloce nell’ultimo quartile della distribuzione dei tempi, proprio quando le gomme iniziavano a cedere.

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Francesco Ghiloni

Studente universitario e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.