WEC | Ecco come si allenano i piloti Endurance

Ogni atleta cerca sempre di migliorarsi, ma la differenza tra un buon atleta e un campione risiede spesso nella cura e ricerca maniacale dei dettagli. Non basta essere costanti per ottenere buoni risultati; occorre trovare uno sprone per spingersi sempre oltre e tirare fuori il meglio di sé sempre. come si allenano i piloti Endurance

come si allenano i piloti Endurance
Sessione di allenamento con tuta ignifuga e casco per massimizzare gli sforzi

Questa breve dichiarazione comunemente condivisa è davvero applicabile a qualsiasi sport, ed ora più che mai al mondo delle corse. Se ci si ferma a riflettere soltanto per un attimo è facile capire il perché. Non solo i piloti devono mantenere un buon tenore fisico per poter competere al meglio nei weekend di gara come ogni sportivo, ma devono anche capire al meglio come ;sfruttare la propria vettura migliorandola poco alla volta dando feedback ai meccanici e ingegneri. E’ come dire che il calciatore più forte al mondo o il miglior player NBA non solo hanno da preoccuparsi della loro forma fisica, ma persino degli; scarpini o palloni che utilizzano. Tutto questo comporta un notevole dispendio di energie sia fisiche che mentali e i piloti delle categorie endurance sono probabilmente i massimi esperti nel come sfruttarle al meglio. come si allenano i piloti Endurance

Patrick Long, Porsche Endurance Driver e 2 volte Vincitore di Le Mans, durante un’ intervista aveva dichiarato:come si allenano i piloti Endurance

“Quando guidiamo, la nostra frequenza cardiaca è sempre compresa tra 150 e 170. In base al tuo stato mentale dallo stress di ogni situazione, può aumentare di molto .Inoltre la temperatura in macchina è intensa. Prendi la temperatura esterna e probabilmente siamo circa 30 a 40 gradi più caldi in macchina. Quindi aggiungi i quattro strati di indumenti ignifughi e sei ancora più caldo. Può arrivare fino a 140 gradi lì. Puoi perdere fino a sette chili in circa tre ore solo sudando. “

Ha continuato aggiungendo:

“Infine ci sono le forze G reali, che comprimono e tirano il corpo. L’angolo di massima velocità con il più alto carico laterale a Le Mans è la  Curva Porsche. “Passere lì a 140 miglia all’ora significa sentire 3G per circa quattro secondi. È un infinità di tempo.”

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BMWMotorsport #82 urta il muro della difficile curva Porsche durante la 24H di Le Mans 2018; Credits: BMWMotorsport

Cosa si monitora durante un allenamento per questo tipo di competizione? come si allenano i piloti Endurance

Durante l’allenamento, un pilota Endurance deve fare attenzione a non aumentare di troppo la massa muscolare, perché ogni chilo conta nelle corse. Gli ingegneri devono posizionare la zavorra nell’auto per ottimizzare la maneggevolezza, quindi non; vuoi diventare troppo pesante perché ciò influirebbe negativamente sulla distribuzione del peso complessivo.

Molti esercizi possono essere fatti per migliorare quelle parti del corpo più sottoposte allo stress fisico della guida endurance. Alcuni dei principali esercizi sono quelli con nastri elastici, che servono per migliorare la resistenza del collo ai G laterali; oppure torsioni e movimenti rotatori con palle mediche e dischi di ghisa, con l’obiettivo di migliorare la zona dorsale della schiena, delle spalle e degli avambracci durante la guida.

A parte la palestra è sempre la pista a fornire il miglior allenamento possibile ai piloti:

Il kart racchiude pienamente il trio di aree di allenamento su cui ogni pilota cerca di focalizzare la propria preparazione atletica: alta frequenza cardiaca, alta temperatura ambiente e alta intensità. È perfetto nell’intersezione delle esigenze mentali e fisiche richieste dalla guida ad alte prestazioni. È di conseguenza la miglior preparazione. Specialmente i kart a cambio manuale sono molto efficaci. Sono i più fisici e qualunque cosa appresa con quella modalità di guida aiuterà a portare il corpo al proprio limite fisico. Dopo dieci minuti di guida di un kart del genere, il corpo e la mente sono largamente stremati.

 

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Patrick Long alla guida di un kart; Credits: Racer.com

L’allenamento inoltre riprende poco dopo il termine di una corsa: come si allenano i piloti Endurance

C’è anche un sacco di allenamento cardio e allenamento per il recupero a cui i piloti sono sottoposti al termine di una gara. Le corse di durata compresa tra un’ora e un’ora e mezza sono molto comuni, ma sono quelle Endurance a destare maggiori criticità in termini di recupero. Il ciclismo su strada e su sentieri di montagna è un modo utile di preparare il corpo a reagire allo stress prolungato e a prepararlo per la sessione di recupero. Per le sessioni di qualificazione e durante le gare, si punta a raggiungere picchi di 170 o 180 Bpm; per le attività di recupero prolungato più adatti i 135-150.

Anche la dieta è un aspetto fondamentale per gli atleti e in particolare quando lo sforzo perdura nel tempo:

Poiché l’auto da corsa funzioni in modo ottimale, richiede benzina da corsa ad alto numero di ottani. Altrettanto vitale è il modo in cui quindi un pilota alimenta il suo corpo in base ale sue specifiche esigenze nutrizionali. Bilanciare l’assunzione di carboidrati e proteine, pollo normale, verdure al vapore e frutta è spesso la chiave del successo.

La vera sfida arriva durante una gara di 24 ore. L’obiettivo qui è di ingerire abbastanza calorie costantemente. Non puoi assumere un gel o ottenere solidi mentre stai effettivamente guidando; stai andando troppo veloce. L’unico modo efficace per mangiare il più possibile è assumere tra un periodo e l’altro la giusta quantità di nutrienti. Ad esempio, l’assunzione di minerali è incredibilmente vitale per i piloti endurance. Una mancanza di calcio, magnesio o potassio può causare gravi crampi e quando si guida a 170 miglia all’ora  soffrire di crampi alle gambe sarebbe un rischio inimmaginabile.

In conclusione:

I piloti possono spesso far sembrare le vittorie senza sforzo, come se tutto ciò che serve a far girare la ruota del successo fosse solo guidare come ognuno di noi fa; ma raggiungere quel podio richiede una grande quantità di allenamento e lavoro che pochi sono in grado di sfruttare e soprattutto pochi sono in grado di reggere. Questo mix di talento alla guida e maniacale attenzione ai dettagli rende grandi i nomi dei migliori driver nei rispettivi circus e fanno sì che l’amore per le auto non smetta mai di esistere.

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Matteo Quattrocchi

Studente presso L’Università degli Studi di Pavia, fotografo amatoriale e amante dei motori da sempre. Tutte le foto le trovate su: https://mattyq3299.wixsite.com/mqphotography