WEC | Hypercar e LMDh: il punto della situazione (Seconda parte)

Dopo l’annuncio della convergenza tra il WEC e l’IMSA, con le nuove classi LM Hypercar e LMDh destinate a rappresentare l’endurance negli anni ’20, facciamo il punto dei futuri programmi LMDh e dei possibili partecipanti…

daytona 24 ore prove libere
Immagini Team Penske

WEC | Hypercar e LMDh: il punto della situazione (Prima parte)

La convergenza delle future classi regine di WEC e IMSA, annunciata una settimana fa, sembra garantire un prospero futuro ai due campionati più importanti per i prototipi a livello mondiale. La possibilità di poter competere a Le Mans, Daytona, Sebring, Spa, etc. con la stessa auto dovrebbe attrarre diversi marchi sulle due piattaforme, le Le Mans Hypercar, sviluppate in origine per il WEC e le Le Mans Daytona, vetture costruite sui chassis LMP2 che raccolgono il testimone dei DPi IMSA.

Tutto quello che sappiamo sulla nuova classe Le Mans Daytona (LMDh)

In questa seconda parte ci occuperemo della nuova classe LMDh, ovvero Le Mans Daytona (hybrid), ai nastri di partenza nel WEC nel settembre 2021 e in IMSA nel 2022. I telai saranno costruiti da Oreca, Dallara, Multimatic e Ligier, con motori delle case, più un ibrido standard, e molta libertà di personalizzazione estetica della carrozzeria. Molti esponenti del gotha dell’automobilismo erano presenti allo Speedway, in rappresentanza di GM, Honda,  Mazda, BMW, Oreca, Dallara, VW, Porsche, Lamborghini, Hyundai, McLaren e Ferrari ma una presenza in auditorium non equivale a una futura in pista…

Oreca

Con la Oreca 07 la fabbrica di Signes ha dominato il mercato LMP2, di cui è ormai praticamente monopolista, vincendo tutte le 24 ore di Le Mans nella classe dal 2017, mentre in DPi le Acura motorizzate Honda hanno vinto l’IMSA WeatherTech Sportscar Championship lo scorso anno.

Il costruttore francese, a seguito dell’annuncio di Daytona, ha interrotto i piani per lo sviluppo di una Le Mans Hypercar, mettendo tutte le sue forze a disposizione dietro alla nuova classe, di cui è uno dei 4 costruttori della monoscocca autorizzati.

Hugues de Chaunac, fondatore e CEO di Oreca, ha affermato che il costo inferiore alla classe LMH e la possibilità di vincere le stesse gare sia un fattore determinante per i costruttori, anche se ha mantenuto la riserva sul numero di progetti che sono disposti a ospitare sullo stesso telaio. È emersa anche la possibilità di fare un upgrade dal telaio LMP2 a quello LMDh.

È da notare che la classe LMHd potrebbe invogliare piccole case come Alpine e Aurus che in questi anni hanno sponsorizzato e ribrandizzato alcuni chassis Oreca LMP2, un comportamento sgradito all’ACO.

Cadillac

Le Cadillac DPi-V.R., costruite a partire dalla Dallara P217 unite a un potente V8 da 6,2 litri, hanno dominato l’IMSA dalla loro introduzione nel 2017, vincendo 2 su tre campionati e tutte e quattro le 24 ore di Daytona. hypercar lmdh wec le mans

La General Motors, però nel suo piano di conversione all’elettrico, sembra più interessata a una serie che è o totalmente elettrica o totalmente a combustione interna, escludendo l’ibrido. I successi ottenuti però fanno ben sperare nella continuazione del rapporto con Dallara, con l’opzione di partecipare al WEC nel settembre 2021.

Wayne Taylor, proprietario del Wayne Taylor Racing che ha vinto tre delle ultime 24 ore di Daytona, inclusa l’ultima, spera di poter convincere GM, di cui è di fatto il team factory, a entrare nella nuova classe: “Non riesco a pensare a niente di più eccitante per me, Max [Angelelli] e il team di poter andare a porvare a vincere la 24 ore di Le Mans con Cadillac. In qualche maniera dovremo convincere GM e Cadillac a concentrarsi su questo.”

Mazda

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Immagini Mazda Motorsport

Le Mazda RT24-P sono in netta crescita nell’IMSA grazie al supporto di Multimatic, che dopo Sebring gestirà in toto il programma senza l’appoggio del Team Joest. Multimatic è uno dei costruttori ufficiali del chassis LMDh, ma non è chiaro se il marchio giapponese continuerà, essendo l’avventura in IMSA finanziata solo dalla divisione americana.

Honda/Acura

Honda fin dal 2006 corre in LMP2 e in DPi con il marchio Acura, e il supporto tecnico di HPD, il reparto corse americano che gestisce anche i motori IndyCar.

Non è difficile immaginare il proseguimento di questo programma nel futuro, specie considerando che Roger Penske, al cui Team sono affidate le Acura DPi, ha posto tra i suoi obiettivi il ritorno a Le Mans, una delle poche cose che non ha mai vinto. Di certo i fondi non mancano alla Penske Corp…

McLaren

L’interesse di Woking nell’endurance non è una novità, vista anche la proprietà da parte di Zak Brown (CEO della casa) di United Autosports, con cui due anni fa Alonso e Lando Norris disputarono la 24 ore di Daytona.

Zak Brown, dopo l’ingresso in Indycar, punta anche alla partecipazione nel WEC e in IMSA: ai tavoli tecnici McLaren ha sostenuto ncon forzala necessità della convergenza per poter mettere in piedi un programma.

Alla reazione su Twitter di Brown l’account ufficiale del WEC ha risposto “chiamando” la McLaren nel campionato. I prossimi mesi saranno cruciali per capire se i piani andranno avanti.

Lamborghini

Fresca di 3 vittorie di fila a Daytona in GTD, la Squadra Corse Lamborghini sembra essere in prima fila per l’ingresso nei prototipi. Così come McLaren la convergenza era un nodo cruciale per la partecipazione, Giorgio Sanna, capo della squadra corse, ha confermato l’interesse in un programma LMDh e la soddisfazione per la convergenza, in attesa delle regole tecniche per prendere una decisione.

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La Porsche RS Spyder, che corse nell’ALMS nella seconda metà degli anni 2000

Ford

Dopo la fine del programma Ford GT, l’ovale blu era stato ai tavoli tecnici dell’ACO e dell’IMSA. L’interesse verso le Hypercar si era spento presto, mentre nelle discussioni sulle DPi 2.0 Ford aveva sostanzialmente imposto l’uso dell’ibrido. Non c’è stata alcuna reazione dopo l’annuncio di venerdì, ma la classe LMDh fa sua l’uso dell’ibrido, in forma ridotta (50 cv) e standard. Dopo il successo della GT una vittoria assoluta a Le Mans che manca dal 1969 potrebbe fare gola ai vertici Ford. hypercar lmdh wec le mans

Porsche

Con l’interruzione del programma 919 e l’ingresso in Formula E la partecipazione della Porsche nei prototipi sembrava ormai sospesa a tempo indeterminato.

Le LMDh, con un costo di sviluppo e gestione almeno un ordine di magnitudine sotto a quello della fantascientifica 919, hanno stuzzicato l’attenzione dei vertici, d’altronde per Porsche si può parlare di un vero e proprio “richiamo della foresta”.  hypercar lmdh wec le mans

Micheal Steiner, intervistato da Sportscar365, ha paragonato i nuovi regolamenti alla classe GTE/GTLM (la stessa classe con nomi diversi nel WEC e in IMSA), e ai regolamenti che hanno permesso le 935, 956/962 e la 911 GT1. La 962 rimane il programma con più impatto da ambo le sponde dell’atlantico: costruita come revisione della 956 con l’avantreno spostato davanti ai piedi del pilota, rispettando i regolamenti IMSA GTP, è stata il simbolo del Gruppo C ACO nella seconda metà degli anni ’80.

Anche in questo caso si attendono ulteriori informazioni per decidere sulla possibilità di entrare. hypercar lmdh wec le mans

BMW

Il secondo successo di fila della BMW M8 a Daytona giunge in un clima poco entusiasta a Monaco. È noto che BMW punti all’idrogeno, previsto a Le Mans a partire dal 2024. Un prototipo che serva da transizione al futuro a fuel cell potrebbe rientrare nei piani, ma non c’è molta fretta.

Ferrari

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Una Ferrari 333SP

Il Cavallino Rampante è da sempre al centro di rumours su un possibile rientro nei prototipi. Un rappresentante era presente alla conferenza stampa di Daytona, così come in precedenza c’era stata la partecipazione di alcuni delegati ai tavoli tecnici.

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La classe LMDh permetterebbe di rientrare con una soluzione simile a quella che aveva permesso la nascita nel 1993 della 333SP, l’ultimo prototipo della Rossa, costruito insieme a Michelotto e Dallara e venduto a team privati, con una vittoria a Daytona nel 1998 e parecchi successi.

Come per McLaren, il budget cap a partire dal 2021 libererà una certa quantità di fondi, che renderebbero più semplice lo sviluppo di un altro programma.

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WEC | Alessandro Pier Guidi risponde ai lettori di F1inGenerale

Francesco Ghiloni

Studente universitario e grande appassionato di motorsport, specialmente di endurance.