WEC | James Calado: “Le Hypercar vi stanno deludendo? Non fatevi ingannare: Toyota si nasconde”

Concludiamo la nostra lunga chiacchierata con il due volte vincitore alla 24 Ore di Le Mans per Ferrari James Calado. In questa seconda parte dell’intervista (la prima la potete trovare qui), sveliamo i retroscena dell’atteso debutto del Cavallino in classe Hypercar. James Calado Hypercar

James Calado Hypercar

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James, si diceva della ormai prossima fine dell’era delle vetture GTE nelle competizioni internazionali. La tua lunga carriera ti ha visto passare molto tempo anche a bordo delle “sorelline” GT3, di grande successo nei programmi customer. Fra le due, quale preferisci guidare e perché?

Ho maturato tanta esperienza nel Blancpain, ora GT World Challenge, con Ferrari: è un ottimo campionato, ma se devo essere completamente sincero preferisco di gran lunga le GTE. Il livello di performance nelle GT3 è più basso, a Spa queste vetture sono sei seconde più lente di noi. Per il mio stile di guida preferisco una vettura che arrivi subito nella finestra di prestazioni ideale. I campionati GT3 sono molto combattuti e ci sono i migliori piloti della categoria, ma il format del weekend di gara talvolta li rende delle lotterie.

La nuova era del WEC dovrà comunque in qualche modo mantenere delle vetture GT se vuole mantenere la sua natura di campionato multiclasse, quindi il problema GTE andrà risolto in qualche modo. I nuovi regolamenti GT3 in arrivo nel 2022 potrebbero essere decisive. Come vedresti queste macchine in gare come Le Mans?

Sarebbe bello avere un’azione in pista così ravvicinata, ma bisogna evitare di cadere nel tranello di adattare troppo le vetture alle capacità dei piloti Bronze. Se la gara deve avere un certo livello di agonismo, Le Mans non può ridurre troppo la qualità. Per quanto ci riguarda, come ti dicevo prima, l’attenzione e anche l’attesa sono tutte focalizzate sul progetto Hypercar Ferrari.

Sul tema, stai vivendo in prima persona il debutto delle Hypercar, anche se ancora affiancata dalla LMP1 Alpine. Nonostante gli appassionati stiano guardando con interesse a questo nuovo inizio, abbiamo tutti notato come le prestazioni delle LMP2 siano state artificialmente ridotte per dare più lustro alla nuova classe regina. Serpeggia ormai un certo scetticismo al riguardo. Tu cosa ne pensi?

Agli appassionati dico: non fatevi ingannare da quanto state vedendo adesso. I nostri dati in Ferrari ci dicono con certezza che Toyota ha ancora un grandissimo margine prestazionale che non viene sfruttato. Al momento le vetture sono poche e si fa di tutto per gestire il BoP, ma non appena arriveranno le LMDh e i nuovi costruttori la lotta in testa diventerà sempre più intensa, sia nel WEC che nell’IMSA. Non possiamo negarlo, non sono veloci quanto le LMP1, ma ti posso dire con assoluta certezza che il margine è ridotto. Sarà una nuova età dell’oro per l’Endurance.

LMH e LMDh lotteranno nella stessa classe per la vittoria overall, ma le differenze nei costi di gestione delle due piattaforme sono esorbitanti. Mentre per un brand come Ferrari la scelta delle Hypercar è comprensibile e assolutamente in linea con l’eredità del marchio, ma realisticamente quanto a lungo possono sopravvivere queste ultime con costi così elevati?

Come dici anche tu, per Ferrari fare telaio e motore in fabbrica e vincere Le Mans con una vettura progettata, costruita e assemblata a Maranello è fondamentale. Se l’unica opzione fosse stata la classe LMDh, non avrebbero partecipato. Probabilmente sui numeri sei più ferrata di me! Saranno ACO e FIA a bilanciare poi le prestazioni con interventi regolamentari per garantire una lotta equa nella massima classe. 

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza. Coordino la redazione Endurance e GT, spesso direttamente dalla pista.