WEC | Porsche rinuncia all’appello, partita chiusa: Ferrari conquista il titolo GTE-Pro!

La 8 Ore del Bahrain, finale di stagione del WEC 2021, si era chiusa in balia delle controversie in classe GTE-Pro. Un contatto fra le due vetture contendenti al titolo e una non chiarissima linea della direzione gara avevano scaldato gli animi in casa Porsche e in casa Ferrari. Adesso, la rinuncia della casa di Stoccarda a perseguire le vie legali consegna ufficialmente il titolo al Cavallino. WEC Ferrari

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La confusione in pista wec ferrari

Negli ultimi dieci minuti della gara, quando solo una manciata di decimi separano la Ferrari #51 dalla Porsche #92 leader di classe,. i doppiaggi delle vetture LMP2 aumentano pericolosamente le possibilità di commettere errori. In un momento così concitato, non è ad oggi ancora chiara la dinamica dell’incidente. Alessandro Pier Guidi, nel tentativo di lasciare spazio a un prototipo e di gestire la frenata della #92 poco davanti, finisce per avere un contatto con la Porsche, in testacoda. I danni alla vettura non sono ingenti e Christensen riparte, questa volta dieci secondi dietro la #51.

La direzione gara si trova davanti a una scelta difficile: mancano appena sette minuti alla bandiera a scacchi e c’è in gioco il titolo mondiale. Gli stewards decidono di non impartire alcuna penalità, ma ordinano alla #51 di cedere la posizione. Proprio in quel momento, però, la #92 si sottrae a questa possibilità entrando ai box. A questo punto, Pier Guidi non è più nelle condizioni di rallentare abbastanza da consentire alla Porsche il sorpasso, e le posizioni rimangono invariate al traguardo. Inutile dire quanto gli animi siano tesi: Neel Janni irrompe nella già di per sé sottotono conferenza stampa Ferrari e la #51 non partecipa alla cerimonia di premiazione in attesa del risultato. wec ferrari

Le proteste di Porsche

Immediato è il protesto formale della casa di Stoccarda nei confronti degli Stewards. Porsche lamenta, infatti, che i commissari di gara non siano in realtà stati edotti della vicenda, dato che la comunicazione ufficiale sulla punizione per Ferrari durante la gara è giunta direttamente dal direttore di gara. Il protesto viene subito rigettato, smentendo la ricostruzione della catena di comando fatta dalla Porsche. A quel punto, la #92 dichiara di voler adire direttamente la International Court of Appeal, tribunale di ultima istanza della FIA verso cui si possono appellare le decisioni di gara degli stewards (ve ne avevamo parlato qui).

Le tempistiche per l’accesso alla ICA sono strette: l’appellante deve innanzitutto dichiarare formalmente la propria intenzione di perseguire questa via nell’ora successiva alla decisione degli stewards,. ovvero nel tempo che gli stessi reputino opportuno avendo riguardo alla dinamica della vicenda. In questo caso, a Porsche è stata concessa un’estensione in tal senso. Secondariamente, questa prima dichiarazione deve essere seguita nella presentazione formale dell’appello nelle 96 ore successive. Il marchio tedesco ha deciso di rinunciare alle proprie pretese proprio alla vigilia di questa seconda scadenza, dopo attento consulto con i propri legali.

Non era difficile ipotizzare che questa vicenda si sarebbe chiusa davanti agli avvocati, ma non è nemmeno difficile capire perché Porsche abbia rinunciato. Per quanto la lotta al titolo sia stata compromessa prima da una manovra improvvida e poi da una decisione, forse, contestabile,. è stato facile per i legali convincere la casa di Stoccarda che una serie di sfortunate coincidenze non sono abbastanza. per intentare una causa costosa e potenzialmente screditante per entrambe le parti.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza. Coordino la redazione Endurance e GT, spesso direttamente dalla pista.