WEC | Alessandro Pier Guidi risponde ai lettori di F1inGenerale

Nel corso dell’intervista rilasciata in esclusiva per F1inGenerale, il pilota italiano del team AF corse ha avuto modo di rispondere anche a qualche domanda dei nostri lettori. Le domande nel complesso hanno riguardato temi molto ampi e le risposte del campione sono state davvero esaurienti. Pier Guidi risponde ai lettori F1inGenerale

Pier Guidi risponde ai lettori F1inGenerale
Alessandro Pier Guidi; Credits: races.ferrari.com

Quando si parla di piloti così vincenti e soprattutto italiani è pressoché scontato che ci sia tantissima ammirazione per ciò che rappresentano nel mondo. Uomini come Alessandro Pier Guidi sono una splendida rappresentazione dell’Italia che corre e che vince. Ad accentuare il tutto, come se già non bastasse il fatto di vestire il tricolore, è il fatto che compete nelle più prestigiose gare Endurance a bordo di una Ferrari 488 GTE. Pier Guidi risponde ai lettori F1inGenerale

Durante l’intervista esclusiva rilasciata al team di F1inGenerale, molte sono state le domande tecniche che sono state poste al campione italiano e anche i nostri lettori hanno avuto modo di esprimere le loro più grandi curiosità.

Quanto è importante la fortuna nel motorsport?

“La fortuna come in ogni cosa ci vuole perché ripensando anche ad una 24 ore, l’idea che non ti capiti nulla per così tanto tempo in una gara così lunga e piena di avvenimenti è davvero difficile. E’ sicuro che la fortuna giochi un ruolo importantissimo nelle corse, ma un pilota è impossibile che vinca solo grazie a quella. La cosa più importante è essere l’uomo giusto al momento giusto e saperla fruttare bene quando ti si presenta. E’ però solo una delle componenti insieme all’auto, al pilota, al team e molto altro ancora.” 

“Direi quindi che per fortuna non bisogna soltanto intendere particolari eventi che giovano alla cara di un pilota in particolare, ma per fortuna si può anche intendere il fatto di non incappare in complicanze impreviste durante tutto il corso della gara e guadagnare così in pista rispetto agli altri.

“La fortuna è necessaria ma non sufficiente per vincere.”

Cosa si prova a vincere correndo per la Ferrari e con i suoi ineguagliabili colori?

” Da amante delle auto è normalissimo essere emozionati nel correre per la Ferrari, sopratutto essendo un pilota italiano. Se chiunque chiedesse ad un bambino di disegnare un’automobile, senza dubbio il colore più utilizzato per colorarla sarebbe il rosso. La Ferrari va ben oltre l’aspetto automobilistico e il fatto di essere il brand più famoso al mondo. Ogni bambino appassionato di automobili sogna di guidarne una prima o poi. Avere la possibilità di lavorare per questa società, di correre con la Ferrari e salire su podi molto importanti con la tuta rossa è indubbiamente un valore aggiunto. Una vittoria già bellissima a livello e motivo come Le Mans vale ancora di più vestito di rosso rispetto se avessi la tuta di un’altro colore.”

In che modo si può diventare pilota?

“Realizzare questo sogno non è assolutamente facile. Spesso è indispensabile iniziare sin da bambino a coltivare questa passione e il mezzo più comune è il kart. Poi indubbiamente serve essere in grado di sfruttare le occasioni che ti si presentano come test o prove su vetture importanti mettendosi in mostra, ma fondamentale è crederci sempre. Sarà una cosa dura da portare avanti, ma occorre dare sempre il 100% e non mollare mai. Vedere l’obiettivo, volerlo raggiungere e lavorare duramente per questo tutti i giorni.

 

Un ringraziamento speciale va ancora una volta ad Alessandro Pier Guidi per il tempo dedicatoci e al nostro collega Carlo Platella che ha condotto questa intervista.

 

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Matteo Quattrocchi

Studente presso L’Università degli Studi di Pavia, fotografo sportivo e appassionato di motori da sempre.